Redatto nel 1689 rappresenta la base del sistema costituzionale del Regno Unito
Redatto nel 1689 il Bill of rights rappresenta la base del sistema costituzionale del Regno Unito. Sotto il profilo storico questa dichiarazione dei diritti civili coincide con la costituzione della prima monarchia parlamentare, ovvero in seguito all’estromissione di Giacomo II, quando Maria II Stuart e Guglielmo d’Orange accettarono la corona ma con una limitazione dei poteri.
Grazie al Bill of rights l’amministrazione del paese venne rimessa al parlamento, con libera elezione dei componenti, e vennero finalmente riconosciuti i diritti civili del popolo. Inoltre, il documento vietava al sovrano la sospensione delle leggi e l’imposizione di dazi o tributi senza l’approvazione parlamentare, oltre a garantire libertà religiosa, di espressione e di discussione anche nei riguardi dei sudditi protestanti. Al re, infine, venne vietata la facoltà di mantenere un esercito stabile in tempo di pace senza il consenso del parlamento.
All’interno del Bill of rights, frutto di un’evoluzione politica e culturale contorta in cui il potere non ha più discendenza divina, il valore della libertà assume un ruolo decisivo, tanto da essere considerata sinonimo di diritto. Non è un caso che il documento ha successivamente ispirato anche dagli Stati Uniti, per quanto riguarda il contenuto dei dieci emendamenti costituzionali che entrarono in vigore nel 1791. Oggi il Bill of the rights è custodito a Liverpool.


