Foto Roberto Monaldo / LaPresse 02-12-2014 Roma Politica Conferenza stampa del M5S su Reddito di Cittadinanza Nella foto Alberto Airola, Luigi Di Maio, Nunzia Catalfo, Daniele Pesco Photo Roberto Monaldo / LaPresse 02-12-2014 Rome (Italy) Press conference by M5s on Basic Income In the photo Alberto Airola, Luigi Di Maio, Nunzia Catalfo, Daniele Pesco

«Giù le mani dal reddito di cittadinanza, la Regione non si azzardi a sabotarlo»

«Risorse già stanziate. Palazzo Donini faccia funzionare i centri per l’impiego»

UMBRIA – «Le risorse per il reddito di cittadinanza sono state stanziate, perciò la Giunta intervenga per creare le condizioni agli uffici di erogarlo, invece di mettere le mani avanti prima ancora di averci provato. Se non è in grado si dimetta, invece di attaccare chi per la prima volta in decenni interviene veramente a difesa dei più deboli». A dichiararlo è la consigliere regionale pentastellata Maria Grazia Carbonari, in aperto contrasto con palazzo Donini per le valutazioni espresse nelle scorse ore a proposito, appunto, della misura recentemente varata dal governo gialloverde.

«Martedì – ricorda Carbonari – l’assessore Fabio Paparelli ha pronunciato parole inquietanti sulla “impossibilità di realizzare l’impianto” del reddito di cittadinanza per i circa 40mila umbri che la Giunta stima ne avrebbero diritto, a causa di non meglio precisati limiti dei centri per l’impiego e della nuova Agenzia per il Lavoro. Il giorno successivo la presidente Catiuscia Marini ha ribadito in una intervista che il reddito di cittadinanza sarebbe ‘impossibile da realizzare’ nel Pianeta Umbria. Se i centri per l’impiego non hanno avuto fino ad oggi i mezzi per funzionare la responsabilità è proprio di chi ha governato l’Umbria».

«In questi anni – aggiunge – la nostra regione è diventata la tra le peggiori per Pil, occupazione, precariato e anche depressione. Oltre al benessere, gli umbri hanno perso anche la dignità. Una realtà che non tocca chi è legato al sistema di potere. Per poche persone, i loro familiari, amici e amanti ci sono ricche poltrone, affidamenti diretti, consulenze e cariche. Senza concorsi, senza difficoltà, senza precariato e senza stipendi da fame. Lo abbiamo raccontato e documentato in questi quattro anni facendo nomi e cognomi, senza farci intimidire dalla querele e nonostante il silenzio di buona parte della stampa. Forse si teme proprio che con il reddito di cittadinanza gli umbri possano riacquistare dignità e autonomia? Sandro Pertini diceva che ‘non esiste vera libertà senza mezzi materiali’, un concetto che andrebbe ricordato alla sinistra renziana».

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