POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’Umbria vara gli ultimi provvedimenti. Niente balli in piazza, niente torta al testo, no concerti. La tenace presidente Tesei spera però in una mini ripresa per gli operatori turistici tra Ferragosto e settembre
di Marco Brunacci
PERUGIA – Che estate sarà? Ce lo chiederemo molte e molte volte ancora. Ma intanto mettiamo in fila quello che è già stato deciso e anticipiamo quel che verrà deciso di qui a qualche giorno.
Addio festival
In Umbria il primo evento che è saltato è il Festival dei Due Mondi a Spoleto. Dicono che la rapidità con la quale è stata presa la decisione dipenda più da tensioni interne che da reale valutazione dei rischi. Ma oggi sembra una scelta lungimirante. E poco conta se è dovuta alle tensioni tra la gestione uscente di Ferrara e quella entrante che, in perfetto Spoleto style, ha già imparato a dividersi in opposte cordate che tirano da una parte e dall’altra.
Invece si aspetta a momenti la riunione che sancirà l’annullamento di Umbria jazz 2020. L’avvocato Laurenzi, del board Uj, si è molto lamentato (giustamente) che il Governo non abbia dato indicazioni di sorta, lasciando solo a scegliere il consiglio della storica manifestazione.
Ma ormai questa è questione di bon ton istituzionale. Ora si tratta invece solo di scegliere la tempistica. Probabilmente già la prossima settimana, con l’amaro in bocca, arriverà l’annuncio: niente Umbria jazz 2020.
La verità è che addirittura potrebbero esserci anche riflessi sull’edizione di Umbriajazz winter, visto che i virologi – che per altro non hanno brillato finora in quanto a previsioni, fino a far dire a una seria come Ilaria Capua che di fatto non ne hanno azzeccata una o giù di là – stanno facendo a gara con quelli dell’Oms a chi è più Cassandra. Sempre che, però, non salga alto l’arcobaleno del vaccino all’orizzonte di questa orribile tempesta. O sempre che il virus non si depotenzi per qualche meccanismo che ci è sconosciuto, come sconosciuti sono stati i suoi movimenti finora, in quella che è stata una delle più sonanti debacle della scienza degli ultimi decenni.
In verità, si aspetta di annunciare l’annullamento di Umbriajazz perchè in tanti sperano di poter infilare, tra la fine di agosto, ma più ragionevolmente a metà settembre, due o tre concerti di qualche gruppo italiano, per rinsaldare le tradizioni, magari con modalità da distanziamento sociale e la diffusione più digitale possibile. Ma anche questa eventualità non sembra facile da realizzare
Il lockdown delle sagre
E poi ecco qua un’altra decisione già di fatto presa e solo da ufficializzare: niente sagre quest’anno, uno dei segni più caratteristici dell’estate umbra scompare.
È garantito che i meno dispiaciuti saranno i ristoratori, i quali in molte occasioni hanno protestato per la concorrenza (anche sleale?) da parte di queste manifestazioni. Ma nessuno può esserne contento. Niente balli in piazza, niente torta al testo sui bracieri crepitanti, niente lavoro – ed era tanto – per orchestre e orchestrine e band di ogni tipo, che ogni sera al cielo facevano salire suoni più o meno in armonia con la nobile arte della musica.
I laghi, le spiagge, il sole
Non sarà facile per gli umbri frequentare i piccoli lidi del lago Trasimeno e per i ternani quelli di Piediluco. Ma la partita delle spiagge non può essere certo anticipata. Nessuno sa se sugli arenili italiani ci sarà vita, magari meno caotica degli anni fin qui trascorsi, ma comunque vita.
Un segnale, sempre che non sia sbagliato, arriva qui da alcuni virologi: il coronavirus non apprezza l’acqua. Nè dei laghi, tanto meno del mare. Evviva, fosse vero, tutti a bagno.
Ma cos’è il “turismo granulare”?
Fin qui solo note dolenti. Ora proviamo ad accendere una luce. Piccola. Chi sperare deve e deve sperare per ruolo acquisito è la presidente della giunta regionale, Donatella Tesei.
Quando non ne può più dell’elenco delle disgrazie dell’economia, si fa forte affermando che, se tutto va come deve, sulla base di una sanità solida – in sinergia territorio e ospedali – in costante allerta, forte anche di un ospedale Covid che resterà operativo per tutta l’estate e finchè vaccino non ce lo farà smontare (ecco a cosa serve averlo a Bastia da metà giugno, ottimo consigliere Fora), si può immaginare che a partire da agosto in Umbria tornerà un po’ di “turismo granulare”.
Magari un’avanguardia, solo uno stormo di rondini. Un seme gettato nella terra, sognando una nuova alba. E che riporti negli alberghi dei meravigliosi borghi umbri, più che incassi, un segno di speranza. E metta intorno a qualche tavolo dei locali del mangiare e del bere legato alla terra e alle sue più sane tradizioni, qualche buon cliente, a due metri di distanza l’uno dall’altro (così per i tavoli, ma allo stesso tavolo chissà in quanti potranno sedere e quanto distanti dovranno rimanere tra loro).
I filtri resteranno fino a settembre
Ma, attenti, anche qui ci saranno ancora i filtri, ammesso che tutto vada per il verso giusto. Mascherine e guanti non scompariranno affatto, e neanche qualche termoscanner davanti ai locali chiusi e che rischiano di riempirsi. Riempirsi quanto? Mai e poi mai che diventi un assembramento. E sul numero ci dirà la task force Colao, se nel frattempo non sarà diventata Governo.
La presidente Tesei passerà l’estate a contare teste che si accalcano? Magari no. Ma un’occhiata dovrà farla dare. Anche a chi arriva. E se arrivano troppi e tutti insieme e da dove. Senza farsi prendere da raptus da caudillo del babà del sempre insuperabile governatore De Luca, qualche controllo andrà predisposto sulle poche strade che portano in Umbria.
Aspettando il riscatto della scienza
Ecco qua: questi, al momento, i pochi punti fermi, sempre suscettibili di spostamenti, ma solo in peggio, della nostra prossima ventura strana estate umbra. Che passerà comunque nell’attesa che la scienza, dopo la grande debacle, trovi la forza di riscattarsi, con una cura o un vaccino che ci restituisca a una vita più o meno normale (anche se resterà per sempre segnata da virus e relativo lockdown sterminato, unico esempio in Occidente).
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