POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Boccia impugna le ordinanze ma non ha fretta per la trattativa. Nessuna delle mascherine promesse gratuitamente alle categorie a rischio (autisti, forze dell’ordine, commesse) finora è stata distribuita
di Marco Brunacci
PERUGIA – Come avevamo detto? Colao a Londra, il Governo sereno perchè nulla riapre e non ci sono rischi per l’esecutivo. L’Oms è ancora più tranquilla perché c’è un direttore di compartimento, sembra un virologo, dice che il caldo non fa bene al virus (però – ben inteso – non bisogna abbassare la guardia), ma quando lo dicevano altri virologi accreditati se li sono mangiati con tutti i panni addosso.
Quindi slitta il confronto con le Regioni che chiedono, e l’Umbria in testa, normative più coerenti con la realtà e meno rischiose – secondo quel che dice il migliore dei virologi italiani, Remuzzi, secondo il ranking internazionale, ma non secondo il Governo italiano che non lo ha mai interpellato. Forse si decide oggi o forse anche domani. Non c’è fretta. Commercianti, baristi e ristoratori protestano ma forse non falliranno o forse sì. I cittadini? probabilmente si organizzeranno in autonomia. Gli italiani in questo sono considerati maestri.
Non resta quindi che prendere atto della situazione così com’è: siamo al 4 maggio e il lockdown infinito continua, con eccezioni per le imprese che finalmente possono lavorare quando in tutto il mondo già lo fanno da tempo, nella maggior parte dei casi senza mai aver interrotto del tutto la produzione.
Ai cittadini viene concessa in più solo la visita ai congiunti (non agli amici) e agli “affetti stabili”, che resterà una pietra miliare nella barzellettistica per i prossimi anni.
Il ministro Boccia, con una spiccata vocazione alla Orban che mostra da giorni, ha impugnato la ordinanza della Calabria e minaccia di fare altrettanto con altre ordinanze, anche se siamo sempre alla Babele. Ogni governatore ha messo una piccola o media o grandicella norma. In compenso Boccia accetta di aprire qualcosa in più a partire dal 18.
Sarà riservato alle Regioni virtuose. L’Umbria non ha fatto ordinanze, è stata ligia su tutto, ha i numeri migliori di tutta la pandemia e almeno spera in un qualche riconoscimento.
La Tesei riproporrà oggi il suo schema di riaperture, a partire dall’11 (negozi e parrucchieri). Si attendono oggi decisioni. Con limitate speranze.
Una nota a margine la meritano le mascherine. Il Grande Imbronciato commissario Arcuri ne ha promesse centinaia di migliaia, per tutti, nelle farmacie d’Italia e in quelle dell’Umbria, a 0,50 euro. Stamane si vedrà quanto ne arrivano. Intanto quelle gratuite che dovevano essere distribuite alle categorie a rischio dagli autisti di autobus alle commesse di supermarket, forse verranno distribuite col favore della luce dell’alba ma al momento non risulta.
Un pensiero infine per il giorno della libertà di informazione. Il lockdwon italiano è stato l’anno zero dell’informazione. Andando qua e là a memoria. Ci hanno fatto vedere angoscianti radiografie dei polmoni quando si moriva di trombosi. Hanno intervistato tutti i virologi delle task force anche interparrocchiali a pensiero unico ma non quelli migliori al mondo secondo il ranking internazionale. Ci hanno detto che la Germania era tornata indietro, e al momento non si sa se a Berlino c’è ancora qualcuno perché non abbiamo notizie. 35 Stati Usa hanno riaperto dopo meno di 40 giorni e i casi Covid diminuiscono. Ma adesso probabilmente andrà tutto male perché non ci sono menzioni. In un servizio su emittente Tv nazionale si rimproverava all’amministrazione Trump di voler finanziare il vaccino Usa in arrivo per metterlo in produzione prima dell’ultima verifica “rischiando così denaro pubblico”. Magari – dubbio – per cercare di salvare qualche miliardo di persone?
E che dire della Svezia: l’abbiamo lasciata nei Tg che avrebbe dato un occhio della testa per avere Conte leader e per seguire le scelte dell’Italia prima che l’Oms facesse sapere che lì sono da giorni in fase 2 e rappresentano un esempio, pur avendo fatto il contrario esatto dell’Italia? Cosa sarà successo? Quando la vediamo un’inchiesta? Finito il lockdown più lungo del mondo?
Qualcuno ha approfondito il famoso documento super scientifico che assicura che ci saranno 151mila terapie intensive se non si allunga smisuratamente il lockdown anche contro il parere del miglior virologo italiano, Remuzzi? Sarà vero che si è proceduto – come dice qualcuno – col famoso ragionamento, celebre fin dall’antichità, “Socrate è un essere umano – tutti gli uomini sono mortali – Socrate morirà”, ma che da secoli ha evidenti punti deboli?
Qualcuno pubblicherà un grafico su come si esce dalla fase 2 secondo la ricetta Italia, che è stata di sicuro la più meravigliosa di tutte: per morte del virus per caldo (con ritorno “certo” a ottobre), per immunità di gregge, per una cura che cercano solo gli americani e un clinico che fa le trasfusioni a Mantova, o un vaccino che arriverà, ma non subito, degli inglesi (o degli americani)?
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