POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Tesei-Klopp in pressing sul Governo. Non ha fatto ordinanze, è stata ai patti, ha i migliori numeri, ha linee guida-modello per la sicurezza. E Boccia pensa ora di cedere qualcosa. Intanto però le mascherine dell’Imbronciato non sono arrivate
di Marco Brunacci
PERUGIA – In pressing che neanche il Liverpool. Questa è la stagione di Tesei-Klopp. Calcio spumeggiante, a tutto campo. Che anche Orban-Boccia stia capendo? E un po’ cedendo? Mah, forse, vedremo. Tra qui e giovedì, massimo venerdì. Perché Colao torna da Londra e Conte ha tanto da fare con Bruxelles.
Allora, in sintesi, la trattativa sulle riaperture di negozi e attività varie: ieri il Governo aveva così tanto da redarguire la Santelli, governatrice della Calabria, che Tesei ne ha approfittato. Ha rotto la testa di Boccia con un fuoco di fila di norme, precauzioni, commi, codicilli, sistemi di prevenzione e salvaguardia, contenuti tutti nelle linee guida della sicurezza dell’Umbria che a un certo punto pare che sui banchi del Governo abbiano avuto un mancamento. A forza di ripetere: fino al 18 non si riapre niente, ce lo dice la task force (ma quale delle decine e decine?), hanno quasi ceduto sui parrucchieri, barbieri ed estetiste aperti fino dal 18 maggio. Evviva. Virus, non avrai il mio scalpo. Le linee guida per la sicurezza (dal kit monouso alle norme stringenti igienico sanitarie, al gel, alla mascherina per professionista e cliente) dell’Umbria sono state – dicono – convincenti. Il risultato è a un passo. Potete cominciare a prenotare. perchè si andrà uno per volta.
Sì, però, niente prima del 18, ce lo dice la task force. E allora si è ricominciato a parlare di centri estivi aperti dal primo giugno. Un successo dell’Umbria. Infatti la discussione sui centri estivi nella strategia del Governo doveva essere rinviata fino al prossimo autunno. Invece sono tornati davvero in ballo sulla base di linee guida stringenti, sicurezza garantita, piccoli gruppi di bambini, medico sempre disponibile. E anche Orban Boccia ha ufficialmente vacillato. La discussione è iniziata ed è a buon punto. Se la task force si tace.
Allora ecco i bar e i ristoranti. Esce dal cassetto di nuovo il vademecum delle linee guida per la sicurezza made in Umbria. Che ormai funziona come il libretto rosso di Mao per dirimere le diatribe al Comitato centrale del partito comunista cinese. Nessuno può permettersi di dire di no.
E allora se al ristorante c’è il cameriere con la mascherina, il gel igienizzante, il termoscanner all’ingresso, due metri tra i tavoli, la possibilità, sempre e in ogni circostanza, di tenere il distanziamento sociale e quello tra i tavoli e anche un metro di distanza tra i clienti allo stesso tavolo, perchè non si può cominciare, con giudizio, fin dal 25 aprile?
Per i bar valgono le stesse regole. Come anche per i tavolini all’aperto. La trattativa è aperta.
Ma a questo punto, visto come stiamo andando, perchè mai per i negozi non si può fare un’eccezione, nelle regioni a più basso livello di contagio, dove il virus è passato ed è stato arginato, proprio come l’Umbria, e aprire l’11 maggio? Da domani riparte il pressing di Tesei-Klopp. Si chiude non prima di giovedì, ma forse anche venerdì.
Ma la giornata non può terminare se non dopo aver cantato le ultima gesta del Grande Imbronciato, il Signor Ci Penso IO e voi non vi muovete, commissario Arcuri, il quale naturalmente non ha fatto arrivare una mascherina a 0,50 euro che sia una, del milione che ne servono da queste parti. Giovedì finiscono le scorte di quelle che le farmacie vendono a 50 centesimi e lo Stato ci fa la giunta, perché sono state confezionate e distribuite a un prezzo più alto. Risulta che ci siano svariati cittadini umbri che vanno in farmacia e chiedono la mascherina annunciata in apposita conferenza stampa TV. Il farmacista dice che forse arriverà. Forse. Ma non è mica questo il modo di fare.
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