POLE POLITIK | No alla candidata della Giunta regionale, ora all’Agenzia per il diritto allo studio deve tornare di corsa la Trani. Intanto altre piroette Esposito contro Bacci, ma anche per candidarsi a rettore per conto di Moriconi?
di Marco Brunacci
PERUGIA – CityJournal, sommessamente, come si conviene tra gentiluomini, aveva fatto presente che la Giunta regionale era in corsa in una epica gaffe. Aveva nominato all’Adisu la eccellente signora Boarelli, ex mega provveditrice della scuola, super direttrice Marche-Umbria, di grande fama nel piccolo mondo regionale, ma non con i requisiti giusti per andare a guidare l’Agenzia per il diritto allo studio.
Il Ministero non è stato altrettanto riservato e contenuto. Ha bocciato senza rimedio lo nomina, rimandandola indietro alla Giunta regionale. La notizia è fresca fresca. La figuraccia accia accia. La commissaria Trani, che ha preso il posto del dimissionario (non si sa ancora perché) Luca Ferrucci, deve tornare dagli studenti e la sanità dovrà fare a meno del suo importante apporto, ma se ne farà una ragione il direttore Orlandi, che ha tutte le carte in regola per sostituirla, e ci mancherebbe.
Chi non ne esce bene è la Giunta che ora deve inventarsi un altro nome, a meno di non voler arrivare a un divertente braccio di ferro a perdere, che non ti salva nessuno neanche Sylvester Stallone di Over the top, col Ministero. L’Università sogghigna e ne ha qualche motivo. La provveditrice bocciata è divertente come notizia. Gli insegnanti medi – poi, diciamocelo – non hanno mai riscosso grandi simpatie tra i più i boriosi degli ermellini.
Ma nei corridoi dell’ateneo resta sempre alta la febbre da elezioni del nuovo rettore con largo anticipo sui tempi tecnici. L’ultima news (sai tu se fake) la raccontiamo solo per dovere di cronaca: l’inarrestabile primaria pediatra Esposito pare abbia dichiarato guerra anche al rispettoso Bacci, non solo quindi all’Orlacchio che non vuole a nessun costo. Bacci ha fama di uomo equilibrato e sereno, chirurgo (adatto anche alla Pediatria) e medico legale. Paziente e coscienzioso. Potrebbe in cuor suo forse non sopportarla più. Ma dà a vedere solo tranquillità e spirito di collaborazione. Finchè non lo farà troppo irritare.
L’iperattivismo della Esposito è sicuramente un marchio di fabbrica made in Milano centro, ma comincia a creare francamente qualche effetto di rigetto nel resto delle cliniche. Prima poi se ne dovrà fare una ragione di vivere in una Università che è posta tra il casello di Orte e una stazione ferroviaria dove parte a un orario fantozziano (le 5,13 del mattino) un unico treno per Milano centro che chiamano Freccia rossa e del quale pare siano tutti felici. A meno – ecco il sospetto – che gli ultimi affondo della Esposito non debbano intendersi come l’ouverture di una nuova sinfonia della grande Susanna: la candidatura in pompa magna al rettorato, magari sotto le insegne del rettore uscente in persona, il principe Franco dalle Tempie Bianche Moriconi che, si sa, vuole una donna per il massimo soglio dell’ateneo (Migliorati o perfino un’ignota filosofa o magari la Gran Pediatra stessa).
Sarebbe il quinto arrivo nel ranking dei candidati, adesso che per Santambrogio, il cavaliere rosso, icona della Biplice (non Triplice, come si chiamavano i sindacati al tempo in cui contavano, perchè lui al momento ha solo Cgil e Cisl ma niente Uil) serve solo la presentazione ufficiale.


