POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Meno palazzi del potere più su e giù per le facoltà, asse con Bistoni ma linea verde, strategia dell’attenzione, cancellare Moriconi. Elisei & co. costretti già a recuperare
di Marco Brunacci
PERUGIA – Raccontano questo in piedi sopra gli austeri scaloni della Facoltà numero uno, in piazza dell’Università, da dove hanno governato rettori con la R maiuscola.
Intanto: che la corsa al rettorato è già partita da un pezzo e, nonostante la calura estiva, si sono già combinati e scombinati matrimoni di affetto e di interesse, coltivando il sogno di diventare Magnifico. Ma questa non è una grande indiscrezione. Ascoltando meglio però si capisce che sta cambiando il clima, che c’è stata un’accelerazione e che probabilmente, nelle prove libere che si stanno effettuando in queste settimane in vista della griglia di partenza, ci stanno novità per la pole position.
Non è tanto il rinnovato fervore di Cotana, i perenni dubbi di Ingegneria, la geometrica potenza di fuoco della campagna elettorale di Elisei o la bucolica ritrosia dei docenti di Agraria, sempre combattuti tra andare alla battaglia o restare al coperto, ma la nouvelle vague di Maurizio Oliviero.
Chi si intende di calcio e di Università assicura che l’ambizioso prof somiglia sempre più a Didier Dechamps, il ct della Francia, tenace, resistente, ma soprattutto capace di imparare dai suoi errori, e come lui starebbe ponendo le basi per un successo in faccia a quel po’ di mondo che si interessa all’Ateneo e al suo futuro.
Come Dechamps – spiegano gli esperti – ha intrapreso la strada della linea verde, senza esitazione, contattando i meno vicini alla pensione degli esponenti di Medicina, facoltà cruciale per il successo del prossimo rettore. A Oliviero non dispiacerebbe fare anche la figura di Macron, visto che siamo qui tutti a parlare francese. E si mostra affabile, gentile, ascolta tutti e poi decide. Un’altra persona – dicono dagli scaloni dai quali siamo partiti – rispetto al candidato tanto timoroso da apparire arrogante, dell’ultima corsa a rettore. A Medicina ha ottenuto già due giri di vantaggio con una strategia della serenità, intorno a qualche punto fermo. Uno: è per i giovani, insomma i meno vecchi. Due: ha lasciato Fiorucci a Puma, l’ottimo chirurgo toracico che però è meno a suo agio con veleni e trabocchetti del nuovo ruolo di delegato dal rettore per le questioni sanitarie. In questo modo ha perso due voti ma ne ha guadagnati molti altri. Tre: ha deciso di perdere più tempo a far su e giù per le scale della facoltà che per quelle dei palazzetti del potere perugino che l’ultima volta gli hanno dato il bacio della morte. Non ha ancora mai detto: «Marini chi?», ma secondo qualcuno ci è andato vicino. Stessa cosa con Solomeo: meno passaggi sulla splendida collina perugina, più attenzione a stilare programmi che possano fargli affermare: «Con me state tranquilli, sarà un’altra cosa» (con riferimento alla gestione Moriconi, va da sé).
Quattro: dato che non è mai un’idea vincente protendersi verso il futuro senza affondare le proprie radici nel passato, secondo la più solida cultura umanistica, ha deciso di stringere un nuovo rapporto con il silenzioso e lontano, come la stella fredda di un’altra galassia, Francesco Bistoni. L’ex rettore, l’unico di Medicina nella storia di Perugia, ha subìto il rettorato Moriconi come un attacco di lombosciatalgia che, prima o poi, doveva passare. È pronto a fare la sua parte a favore del meno moriconiano dei candidati. Cinque: last but non least, Oliviero ha uno zoccolo duro – da sempre – nella struttura amministrativa e, dagli ultimi tasselli fatti al cocomero, il consenso è immutato, anzi forse si è allargato. E lo sta facendo presente.
Con il nuovo Oliviero in campo, le posizioni in griglia di partenza sono quindi destinate a modificarsi. Pensate che c’è chi dà per recuperato alla causa olivieriana anche il luminoso Agnelli, mentre viene dato per certo, per dimostrare che la scuola politica avellinese di Oliviero non è acqua fresca, che il nostro super candidato si stia tenendo lontano, come i vampiri dall’aglio, dal movimento perenne della professoressa Esposito e dalle sue giravolte.
Con Puma invece ci sarà modo di riparlare. La campagna elettorale è ancora lunga e la prima accortezza per il candidato vincente è proprio quella di non farsi trovare trafelato, dopo essersi giocato tutte le carte. Anche la bella Croazia, se arriva in finale senza più fiato, è destinata a soccombere.


