VIDEO | I cittadini hanno paura: «Abbiamo visto gente aggirarsi tra le case». La questura intensifica i controlli
TERNI – Hanno paura dei furti, che in quella zona di recente non sono mancati. Hanno paura, ed è difficile non condividere la loro apprensione, che le case lasciate vuote dopo il ritrovamento dell’ordigno inesploso possano attirare sciacalli e topi d’appartamento, pronti a gettarsi come api nel miele sulle tribolazioni della gente di Cesi. Effetti collaterali dell’ordine di evacuazione diramato ieri e in vigore fino a domenica pomeriggio, quando la bomba sarà fatta brillare.
L’emergenza è concreta e reale. Alcuni cittadini raccontano di aver visto macchine, scooter e gente a piedi aggirarsi tra le case. E in un video di ternirete.it (qui l’articolo) lamentano scarsa o inesistente presenza di forze dell’ordine e protezione civile a presidio dei varchi d’accesso alla zona. «Facciamo quello che possiamo in base alle persone che abbiamo a disposizione», «Gli accessi sono tanti ed è impossibile sorvegliarli tutti.», il succo delle risposte, a caldo, di un funzionario del Comune, dell’assessore Stefano Fatale e del consigliere della Lega (regionale e comunale) Emanuele Fiorini, arrivati sul posto quando è montata la protesta.
Risposte insufficienti, naturalmente. E comunque non adeguate a tranquillizzare quanti – tutto sommato: pochi – la scorsa notte sono stati costretti a lasciare la propria casa e quanti – tanti: molti di più – a partire da oggi dovranno lasciarla. Già, perché l’ordinanza di evacuazione è stata estesa come il raggio di pericolo intorno alla bomba, ora più ampio di un chilometro e ottocento metri: saranno migliaia, in tutto, a dover dormire fuori stanotte e domani. Circa 12mila persone, un intero pezzo della città.
Il primo a offrire una risposta adeguata alle istanze dei cittadini è stato, oggi, il questore di Terni, Antonino Messineo. Che proprio al fine di «prevenire eventuali atti di sciacallaggio ai danni dei residenti che si sono dovuti allontanare», fino a domenica ha disposto «l’intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio anche con l’impiego di pattuglie in abiti civili della Digos e della squadra mobile». Chi vivrà, vedrà.

