Da Perugia a Terni siamo al “Vengo anch’io, no tu no”

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | In attesa di svolte politiche, ecco la sfida Toniaccini-Bacchetta per la Provincia. Poi Todini contro Chiacchieroni per Massoli sindaco a Marsciano e la guerra civile del Pd a Orvieto. Le giravolte di Arcudi e al consiglio comunale di Terni. E a Foligno si allarga

di Marco Brunacci

PERUGIA – La politica umbra? In attesa di svolte nazionali che tardano a venire, del ritorno dall’Uzbekistan della presidente della Regione Marini, di avvicinamento degli appuntamenti elettorali delle amministrative che costringono a scelte serie e non procrastinabili, siamo al momento del “vengo anch’io, no tu no”.

E allora usiamo, scendendo in slalom tra territori e relativi personaggi, anche il refrain della nostra rubrica per dire: sarà vero che, dopo aver litigato e perso con i compagni di partito socialista, e dopo aver provato con il Pd via Marini e Giulietti, e sondato il cane sciolto Ricci per una lista di centro che guardasse a sinistra, adesso l’ex vicesindaco di Perugia Nilo Arcudi abbia ripiegato su una lista altrettanto civica ma che sarebbe sponsor della riconferma di Andrea Romizi e del centrodestra di governo di Perugia?

Ancora: sarà vero che a Terni, 4 consiglieri della maggioranza del sindaco leghista Latini hanno già deciso di mettersi in proprio e realizzare un gruppo autonomo pronto a ogni evenienza e comunque in grado di alzare il prezzo in qualunque momento e su ogni decisione?
Ecco Marsciano: sarà vero che, tramontato da un po’ il periodo del “c’eravamo tanto amati”, tra il sindaco uscente Todini e quello storico, attuale capogruppo in Regione Chiacchieroni, siamo al lancio dei piatti, da quando Todini si è inventato che vorrebbe al suo posto, sulla poltrona di sindaco, cotanto Massoli, considerato indigeribile da Chiacchieroni, anzi ideale per mandare Marsciano dritta in bocca alla Lega?

Un nuovo sarà vero che anche per Orvieto: ma davvero il giovane segretario comunale del Pd, Scopetti, invece che una onesta separazione consensuale per incompatibilità caratteriale sta preparando lo scontro armato, sulle lance e sulle picche, col sindaco Germani, che può avere come unico risultato quello di spianare la strada al centrodestra?
Ora il sarà vero che per Foligno: vero o falso che all’ultima assemblea comunale una maggioranza ampia di delegati ha indicato come unica strada per resistere al governo della città il superamento del Pd e relativo allargamento degli orizzonti?

Sarà vero che il centrodestra ha di fatto trovato la quadra per le candidature alle prossime comunali, lasciando a Forza Italia la sola Perugia in vista della riconferma di Romizi, e riservando alla Lega le candidature sia di Foligno che di Gubbio?
Infine il sarà vero che sulla presidenza della Provincia di Perugia. Sarà vero che il centrodestra sta tutto in pressing sul giovane neosindaco di Deruta, Michele Toniaccini, più civico che di destra, dopo la rinuncia al ruolo di candidato di Ruggiano, con l’evidente intento di allargare di quel po’ che basta il consenso per riuscire nell’impresa di strappare alla sinistra lo scranno che ha sempre detenuto, l’unico mai messo in discussione? E a questo scopo i leghisti sarebbero davvero già in trattative top secret con i Cinquestelle per chiedergli i pochi voti che mancano allo storico traguardo?

Elezioni della Provincia viste dalla parte del centrosinistra: sarà vero che nel Pd stanno cadendo gli ultimi ideologici muri e framezzi contro la candidatura dell’usato sicuro Bacchetta, ormai largamente considerato meglio di una chissà quale soluzione avveniristica ad alto rischio?
Come si vede un “vengo anch’io, no tu no” dall’alta Umbria fino a Orte. Aspettando qualche svolta che al momento non si intravede.

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