TERNI «Meglio tappare le buche che assumere maestre per i bambini stranieri» , ha detto Bandecchi definendosi un “liberale stronzo”. Parole che hanno scatenato l’indignazione della politica. «Non si sceglie tra l’asfalto e l’educazione – tuona la consigliera regionale del Pd Maria Grazia Proietti – si fanno entranbe. Le buche sulle strade sono un problema. Ma trasformare l’istruzione e l’inclusione dei bambini in un bersaglio politico è ancora più grave. Perché le buche si riempiono con un cantiere; il divario educativo e l’emarginazione sociale si pagano per anni. I bambini che frequentano le nostre scuole non sono una voce di spesa da contrapporre ai servizi pubblici. Sono parte della nostra comunità. Investire nella loro formazione significa investire nel futuro della città. La politica dovrebbe risolvere i problemi, non metterli uno contro l’altro. Chi governa deve essere capace di garantire strade sicure e scuole all’altezza, senza cercare consenso alimentando divisioni. Non si possono accettare tali provocazioni. Una città cresce quando include. Non quando cerca un capro espiatorio».
Il Pd Giovani democratici di Terni accusano il sindaco di mandare in scena «l’ennesimo teatrino mediatico utile a distrarre i cittadini dai gravissimi problemi che stanno colpendo le scuole».
«Tutti gli studi scientifici e pedagogici – sottolineano Di Girolamo e Buzzao – dimostrano che i primi mille giorni di vita sono fondamentali per lo sviluppo cognitivo e relazionale dei bambini. Per questo l’ambiente educativo ha bisogno di figure professionali stabili e di riferimento, l’esatto contrario della precarietà alimentata dalle scelte di questa amministrazione. La realtà dei fatti ci mostra una gestione fallimentare dei servizi educativi comunali. Nonostante le forti proteste dei sindacati, delle famiglie e delle forze politiche contro la svendita del settore pubblico, la giunta ha confermato l’intenzione di procedere con l’esternalizzazione del nido di via Cadore e del “Peter Pan”, cedendoli di fatto ai privati. Davanti a una città in cui ben 173 famiglie hanno chiesto l’iscrizione al nido comunale a fronte di soli 78 posti disponibili, il sindaco ha persino deciso di stracciare l’ultimo piano assunzionale che prevedeva l’ingresso di due nuove educatrici, giustificando la scelta con il calo delle nascite. Si tratta di una visione miope che taglia sul futuro dei bambini ternani per concentrare le risorse economiche sulla viabilità, un capitolo di spesa sbandierato per incassare voti facili.
A questa situazione già critica si aggiunge l’immobilismo della Giunta sul fronte della rete scolastica. Per ben due anni l’amministrazione si è sottratta al compito di ridisegnare la rete comunale, costringendo la Regione a confermare il dimensionamento del 2023, che porterà all’accorpamento degli istituti “Don Milani” e “De Filis”. Come Partito Democratico e Giovani Democratici ribadiamo con forza che l’istruzione è un diritto di tutti e per tutti, e non può essere considerata la prima voce di spesa da tagliare. Ci faremo promotori di iniziative di ascolto e confronto con cittadinanza e con le altre forze progressiste sulle tematiche scolastiche. La scuola deve tornare al centro dell’azione amministrativa attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e di chi nella scuola ci lavora ogni giorno».









