«Banca della memoria del Trasimeno di Paciano: un modello da seguire»
(Cittadino e Provincia) – Pontremoli, 22 marzo ’19 – TrasiMemo “caso di studio” per la rigenerazione dei borghi a rischio di spopolamento. Non è la prima volta che la Banca della Memoria del Trasimeno, che ha sede a palazzo Baldeschi a Paciano, viene presa a modello da esperti e studiosi che si occupano di rivitalizzazione dei centri minori attraverso i saperi e i patrimoni culturali immateriali. L’ultima, in ordine di tempo, pochi giorni fa, quando dell’esperienza di TrasiMemo si è parlato a Pontremoli (MS), nell’ambito del convegno “La rigenerazione nei borghi e nei centri storici minori. Conoscenza, partecipazione e valorizzazione”.
Del progetto umbro ha riferito Daniele Parbuono, docente presso la Chongqing University of arts and sciences in Cina e l’Università di Perugia, che conosce profondamente il progetto pacianese per aver contribuito, grazie alle sue competenze in ambito antropologico, alla nascita e costituzione. «Quello di Pontremoli – riferisce Parbuono – è stato un importante appuntamento. Invitato a raccontare le buone pratiche di TrasiMemo, ho notato grande interesse e apprezzamento per il lavoro svolto, tanto che una futura tappa della riflessione si potrebbe svolgere proprio a Paciano».
«Siamo lieti – commenta Cinzia Marchesini, vicesindaco di Paciano – che sempre più TrasiMemo sia considerato un esempio da analizzare. I saperi immateriali conservati a Palazzo Baldeschi sono stati per noi occasione di studio e progettazione di nuovi usi in chiave contemporanea. Ci sono nuovi modi di abitare i paesi a rischio di marginalità, creando reti di accoglienza per turisti attraverso il turismo esperienziale, didattica immersiva per le scuole, spazio alla creatività dei volontari e progetti terapeutici fondati sui patrimoni conservati nei musei demoetnoantropologici».


