La sede dell'Università degli studi di Perugia a palazzo Murena (foto Settonce, ©RIPRODUZIONE RISERVATA)
La sede dell'Università degli studi di Perugia a palazzo Murena (foto Settonce, ©RIPRODUZIONE RISERVATA)

Elezioni in vista, all’Università una manna di promozioni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | In Senato accademico arrivano 25 proposte (compreso un posto da professore ordinario per Gastroenterologia). I Dipartimenti esautorati. Si vuol gettare un macigno sul voto? E comunque: che fretta c’era? Si affacciano sospetti, si progettano ricorsi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Pronti, allacciarsi le cinture di sicurezza, casco a protezione, e via. Comincia una sessione del Senato accademico dell’illustre Università di Perugia (fresca di ulteriore retrocessione nell’ultimo ranking degli Atenei del mondo reso noto) che si annuncia, per usare un eufemismo, agitata.

Nel mentre volge al tramonto l’esperienza di Franco Moriconi rettore, si è ben pensato di mettere su un piatto di argento 25 (venticinque) promozioni, indicando 12 nuovi professor ordinari, 11 nuovi associati e, per non farsi mancare alcunché, anche 2 professori assegnati. La redistribuzione è meticolosa (con particolare riguarda a Ingegneria e all’area medica) ma arrivando a due mesi dall’appuntamento elettorale, primo turno per decidere il nuovo rettore, qualcuno non ha potuto esimersi dal farsi una domanda: non ci sarà – così facendo – la possibilità di alterare lo svolgimento del voto?
Per ora le coscienze degli illustri professori sembrano non scosse. Tutti sereni. Si procede. E allora buttiamola sulla legge: è legittima una decisione di questa portata quando le elezioni sono già indette e il decano (professor Peduto) dovrebbe affiancare in ogni decisione il rettore e la dirigenza tutta dell’Ateneo? Nel mentre il caso di coscienza non viene sollevato da alcuno, qui le opinioni giuridiche divergono e provocano almeno un po’ di ansia.
La scuola di pensiero maggioritaria sostiene che decisione di questo tipo non si possono prendere in questo periodo anche se non è iniziato tecnicamente il semestre bianco, quello che precede la sostituzione materiale del rettore. Questo esporrebbe l’Università e il suo Senato a ricorsi e liti, come già successo in passato, a fronte di nessuna necessità di procedere d’urgenza perché nessuno rischia il posto e la ricerca non avrà pause.
Inoltre il popolo degli choccati dall’iniziativa sostiene che compito del Senato è quello di mettere le risorse a disposizione, non anche quello di decidere le assegnazioni alle varie discipline. Viene considerato inammissibile che vengano estromessi da questa fondamentale programmazione i Dipartimenti, i quali conoscono da vicino le diverse esigenze.

Allora: si tratta di una assai poco carina mossa elettorale? C’è una fretta che tradisce chi ha messo in piedi il piano?
Si dirà: ma quasi tutti i Dipartimenti beneficiano di questa manna di fine mandato. A parte – al solito – Medicina sperimentale che ha una certa qual abitudine a fare l’agnello sacrificale in questa mandato, tutti hanno qualcosa. Ma anche in certi settori arrivano indicazioni sorprendenti, magari non rispondenti alle esigenze reali.
Per certo i capi di Dipartimento vengono comunque commissariati. E gli schieramenti elettorali traballano e si incrociano.
Non sfugge a nessuno, per dirne una, che la proposta che va in Senato accademico riguarda anche un posto di professore ordinario di Gastroenterologia. E qui chi pensa male – e fa peccato ma qualche volta ci azzecca – dice che è possibile che si sia creato un asse tra Moriconi e l’arcinemico Elisei per permettere che tutto il carrozzone vada avanti. E magari anche questo è solo un cattivo pensiero, senza fondamento nella realtà. Ma un’obiezione però ci sta tutta e non trova spiegazione plausibile: che fretta c’era, a parte l’arrivo della “maledetta primavera”, secondo il pensiero del filosofo Loretta Goggi, per prendere una decisione del genere?

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