Sos economia, il bazooka della Tesei: 10 milioni, linee di credito per le aziende, cig aperta a tutti, stop all’Imu

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Aspro confronto della Governatrice con le Regioni del Nord e passa la linea degli aiuti per tutti. Sì del Governo alle assunzioni in sanità a tempo e agli acquisti di macchinari fuori dal bilancio regionale

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ecco servito il “bazooka” della presidente Tesei, in questa stagione buia nella quale ogni segnale positivo va colto come una speranza. Allora, pronti a dire tutto il buono che c’è: la governatrice Tesei si è fatta sentire al tavolo Stato-Regioni. E alcuni dei suggerimenti che sono venuti dall’Umbria sono stati già accettati nei decreti del governo Conte, altri restano sul tavolo per ulteriori confronti ma sono già entrati nel documento di richieste delle Regioni.

Tutto comincia con un fiero batter di pugni sul tavolo quando si è trattato di far presente che non era la Lombardia e l’Emilia o il Veneto o anche il Piemonte e la Liguria a sentire i morsi della crisi da coronavirus. Ma era tutta Italia. Quindi si trattava di varare norme che riguardassero tutte le Regioni, indistintamente. Mugugni, duri confronti. Poi si parte, sul modello umbro. Nel quadro d’assieme passa poi la proposta di arrivare a un immediato sblocco della possibilità di assumere con contratti a termine in sanità, medici e infermieri: 12 mesi era la richiesta, 6 mesi è stato ottenuto. Magari con proroga.

L’altro successo (per tutte le Regioni): creare un Fondo di contabilità speciale per le attrezzature della rianimazione e delle camere speciali e per i macchinari della protezione civile. La proposta dell’Umbria proponeva l’acquisto diretto da parte delle Regioni. Invece acquisterà lo Stato, tramite Consip e distribuirà alle Regioni. Ma è solo una questione burocratica, il principio è passato. E tutto è già scritto nell’ultimo decreto del Governo
Restano sul tavolo le altre proposte fatte proprie da tutte le Regioni e adesso al vaglio del governo nazionale. Per alleviare i morsi della crisi economica e del fermo dovuto al coranavirus, Tesei ha avanzato la proposta, fatta propria dal Documento di programmazione dell’Umbria, di allargare la Cassa integrazione non solo ai dipendenti ma a tutti. Un salto di qualità decisivo in certi settori tra i più colpiti.

Quindi, ancora: lo stop alle imposte, prima fra tutte la più semplice da raccontare, l’Imu. Lo stop va di pari passo – dice il documento che recepisce la proposta umbra – con la creazione di una compensazione per gli enti locali, perché non si trovino ad avere un automatico buco di bilancio.
Non passa invece il rinvio della plastic tax, ma non è detto che la questione non venga di nuovo riproposta, magari dopo che qualcuno si decida a fare due conti sulle spese a carico delle aziende così colpite dal virus.
Disco verde invece l’idea che le aziende possano contare su una linea di liquidità privilegiata presso gli istituti di credito, tenendo presente la drammatica situazione. La richiesta fatta dalle Regioni prevede una linea di liquidità per 60 mesi. Se era per 6 mesi poteva persino passare. Così francamente rischia di diventare un abbaiare alla luna.

Oltre alle proposte specifiche, ci si batte soprattutto per un principio, un’idea di fondo, che sarà il cavallo di battaglia delle Regioni nelle prossime due settimane: è inutile tenere le cartucce inesplose, si devono sparare tutte e nei prossimi 4 mesi, quando il virus colpirà l’economia in un modo che nella storia recente non si ricorda. Questa idea ha un’immediata applicazione pratica: se noi lavoriamo per i prossimi 4 mesi, mobilitiamo subito tutte le risorse possibili, mettiamo in cascina il fieno per utilizzarlo da qui a giugno, dobbiamo cominciare a dirottare qui ed ora anche le risorse che possono arrivare dai Fondi Europei (la programmazione 2021-2027). In queste settimane si ipoteca il futuro. Se non si fanno le scelte giuste sono altri sette anni di guai.

L’Umbria intanto fa la sua parte con il Defr e ci mette 10 milioni dei suoi. L’assessore Michele Fioroni (sviluppo economico) ha ricordato, in una intervista a Tef, che la modulazione degli interventi umbri sarà stabilità con le associazioni di categoria, ascoltando tutte le esigenze. La filiera del turismo, il commercio, alcuni settori delle pmi sono i più colpiti e avranno un accesso privilegiato. Ma la Regione non ha voluto togliere dal Documento 4 milioni e passa (oltre ai 10) per promuovere l’innovazione. L’Umbria riparte se si rinnova. È il mantra di ieri, resta anche quello di oggi, ma sarà soprattutto quello di domani, una volta che l’emergenza virus sarà passata.

Infine: il Defr merita anche di essere letto in qualche altra sua parte: per esempio, laddove si diminuisce il contributo per il minimetrò (aprendo la possibilità concreta di vendere azioni a Busitalia, rendendole, come ovvio che sia, appetibili) e sacrificando al salvataggio del trasporto pubblico su gomma più di 6 milioni di quanto si è risparmiato con la spending review, che la Tesei ha voluto portare fino in fondo vincendo pure qualche buona resistenza di amici e alleati.

I barbari della Lega al governo – ci tiene a sottolinearlo con i più vicini consiglieri la presidente Tesei – hanno difeso e lasciato sul tavolo 500 mila euro per la cultura (e lo sport). Nel mentre, per non uscire con le ossa rotte da qualche altro dossier ereditato come quello di Monteluce, si sta andando a caccia di cavalieri bianchi, che portino risorse private per far tornare i conti.

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