Covid, Sanità privata: ore decisive. Confronto sindacati-Regione

Tesei scrive ai segretari di Cgil, CIsl e Uil: verso una stretta

UMBRIA – Potrebbe arrivare nelle prossime ore l’accordo per immettere risorse e personale della sanità privata nel sistema di contrasto al coronavirus in Umbria. Ne sono convinti i sindacati confederali dell’Umbria, destinatari di una lettera, inviata dalla presidente della Regione, Tesei, «che contiene anche altri impegni importanti sul fronte dei test rapidi per il personale sanitario e i lavoratori “essenziali”, delle dotazioni di Dpi e del riconoscimento salariale per gli operatori sanitari. Nella lettera la presidente Tesei ha voluto riconoscere “il ruolo propositivo” del sindacato in questa fase, prendendo in esame le questioni sollevate dalle rappresentanze dei lavoratori», scrivono oggi Cgil, Cisl e Uil, in una nota.

Da parte loro, i segretari generali delle tre organizzazioni sindacali, nella loro risposta hanno voluto ringraziare la presidente per “l’atteggiamento costruttivo” sin qui tenuto, rimarcando però quelle che restano priorità d’intervento necessarie. In particolare, i sindacati hanno chiesto sforzi ulteriori sul versante delle dotazioni di Dpi e dei controlli sulle attività produttive ancora in essere; hanno ribadito l’assurdità del taglio degli stipendi a infermieri, oss e tecnici dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e la necessità di aprire una contrattazione regionale per costruire strumenti economici in grado di riconoscere, almeno in parte, lo straordinario sforzo del personale sanitario.

Cgil, Cisl e Uil hanno poi ribadito l’urgenza di procedere all’assunzione dei 362 operatori sanitari richiamati nell’accordo sottoscritto nei giorni scorsi e procedere rapidamente alle stabilizzazioni di tutto il personale. Infine, sul delicato tema dei rapporti con la Sanità privata, i sindacati hanno chiesto un cambio di passo: «Continuano ad arrivare alle nostre sedi richieste di apertura di cassa integrazione da parte delle aziende della sanità privata dell’Umbria – hanno scritto Sgalla, Manzotti e Bendini alla presidente – Richieste che riteniamo inaccettabili in questa fase di emergenza. A quanto ci risulta, ci sono circa 400 tra medici e infermieri, e 300 posti letto che potrebbero andare a sostenere lo sforzo straordinario della sanità pubblica: bisogna fare presto».

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