A staff member of the health authorities of the southern federal state of Baden-Wuerttemberg demonstrates on a negative sample the test for the coronavirus SARS-CoV-2, in a laboratory in Stuttgart, southern Germany, on March 2, 2020. - The death toll from the new coronavirus epidemic surpassed 3,000 on Monday, March 2, 2020, as more people died in China, Iran and the US and Europe raised its state of alert. EU president Ursula von der Leyen said the European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) had increased its risk assessment for Europeans after Italy's outbreak doubled in 48 hours. (Photo by THOMAS KIENZLE / AFP)

Covid, via in Umbria alla terapia domiciliare con l’idrossiclorochina

L’antimalarico (utilizzato anche contrastare l’artrite reumatoide) potrà essere prescritto dal medico di medicina generale

UMBRIA – Idrossiclorochina (hcq) a domicilio per battere il Covid, per trattare «quei pazienti che presentano sintomi respiratori lievi e moderati e la durata della terapia è di 7 giorni. Vanno esclusi i pazienti cardiopatici, con retonopatie o affetti da favismo». La somministrazione prende il via anche in Umbria e ad annunciarlo è stato lo stesso assessore alla Salute, Coletto, nel corso di una conferenza, insieme a lui il direttore regionale della sanità, Dario, per fare il punto sull’andamento del contagio e sull’efficacia delle misure adottate in Umbria per fronteggiare l’emergenza.

L’idrossiclorochina è un farmaco antimalarico «in uso da oltre 70 anni, impiegato anche per la sua azione immuno-modulante nei pazienti affetti da artrite reumatoide», hanno ricordato le dottoresse Francisci e Giaimo. Nel 2004, ricercatori statunitensi hanno evidenziato, in laboratorio, una forte attività antivirale del farmaco, che interferisce inoltre con la glicosilazione dei recettori cellulari di SARS-CoV-2, contro il coronavirus responsabile della Sars. Di qui l’idea di impiegarlo nel trattamento di pazienti Covid-19 positivi.

L’idrossiclorochina verrà somministrata a domicilio. Una modalità che porta con sé evidenti vantaggi per pazienti e sanitari ma che «ha comportato un’organizzazione non irrilevante che è stata definita attraverso un protocollo. Il farmaco, che va somministrato precocemente circa 48/72 ore dall’inizio dei sintomi, potrà essere prescritto dal medico di medicina generale, è a disposizione nel territorio regionale in quantità sufficienti e sarà distribuito dalla Protezione civile ai centri di salute».

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