L’antimalarico (utilizzato anche contrastare l’artrite reumatoide) potrà essere prescritto dal medico di medicina generale
UMBRIA – Idrossiclorochina (hcq) a domicilio per battere il Covid, per trattare «quei pazienti che presentano sintomi respiratori lievi e moderati e la durata della terapia è di 7 giorni. Vanno esclusi i pazienti cardiopatici, con retonopatie o affetti da favismo». La somministrazione prende il via anche in Umbria e ad annunciarlo è stato lo stesso assessore alla Salute, Coletto, nel corso di una conferenza, insieme a lui il direttore regionale della sanità, Dario, per fare il punto sull’andamento del contagio e sull’efficacia delle misure adottate in Umbria per fronteggiare l’emergenza.
L’idrossiclorochina è un farmaco antimalarico «in uso da oltre 70 anni, impiegato anche per la sua azione immuno-modulante nei pazienti affetti da artrite reumatoide», hanno ricordato le dottoresse Francisci e Giaimo. Nel 2004, ricercatori statunitensi hanno evidenziato, in laboratorio, una forte attività antivirale del farmaco, che interferisce inoltre con la glicosilazione dei recettori cellulari di SARS-CoV-2, contro il coronavirus responsabile della Sars. Di qui l’idea di impiegarlo nel trattamento di pazienti Covid-19 positivi.
L’idrossiclorochina verrà somministrata a domicilio. Una modalità che porta con sé evidenti vantaggi per pazienti e sanitari ma che «ha comportato un’organizzazione non irrilevante che è stata definita attraverso un protocollo. Il farmaco, che va somministrato precocemente circa 48/72 ore dall’inizio dei sintomi, potrà essere prescritto dal medico di medicina generale, è a disposizione nel territorio regionale in quantità sufficienti e sarà distribuito dalla Protezione civile ai centri di salute».
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