Ternana in liquidazione/Massimo Ferrero: «Questo finale non mi appartiene»

 «Stavamo andando alla grande, poi qualcuno ha malconsigliato i Rizzo e invece di giocare a calcio hanno fatto a pallonate»

AU. PROV.

TERNI – Massimo Ferrero non si aspettava una fine del genere, la Ternana in liquidazione. Non se ne capacita.  «Stavamo andando alla grande.  Stavamo portando la Ternana là dove merita: al successo, alla vittoria, persino del derby. Stavamo portando gioia e calcio.  Poi i Rizzo sono stati malconsigliati e sono inziate le pallonte. Penso che siano stati sottoposti a pressioni extra calcio, altrimenti non mi spiego come abbiano potuto gettare alle ortiche un campionato favoloso, con risultati preziosi e un gioco del calcio che era uno spettacolo a vedersi». Er Viperatta, neanche tre mesi dopo, è stato allontanato. «Così, di punto in bianco. Deve per forza successo qualcosa che non c’entra niente con il calcio. Il campo e il gioco espresso, non spiegano questa fine ignominiosa, anche se io spero fino all’ultimo che i Rizzo ci ripensino: non si può buttare via una squadra così e cancellare una società di cento anni di storia, che ha appena festeggiato il secolo di vita».

«C’ero ai festeggiamenti – ricorda Er Viperetta – sempre al fianco della presidente Rizzo. Poi, appunto, il voltafaccia. E la notizia della messa in liquidazione. Ci devono ripensare i Rizzo. La devono salvare la Ternana. Il calcio è sacro. La Ternana è sacra. I Rizzo possono e devono salvare le Fere». E sottolinea: «Il calcio è di tutti ma non è per tutti».

«Legge regionale sulla cultura, sollevati profili di illegittimità costituzionale»

Aeroporto, traffico passeggeri aumentato del 68 per cento