Ieri sera la Sala del Trono di Palazzo Cesi ad Acquasparta ha ospitato uno degli eventi più attesi della XXVII edizione de La Festa del Rinascimento, dedicata quest’anno al tema «Mirabilia Mundi: Oltre l’occhio umano, il Rinascimento tra visibile e invisibile». Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, il Professor Massimiliano Marianelli, ha tenuto una Lectio Magistralis intitolata «Umanesimo e Intelligenza Artificiale», registrando il tutto esaurito e catturando l’attenzione di un pubblico qualificato, composto da autorità civili, militari e accademiche. L’incontro ha proposto un parallelo tra la rivoluzione scientifica del Seicento e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale nel 2026, stimolando una riflessione profonda sul legame tra innovazione tecnologica e tradizione umanistica. L’apertura dei lavori è stata affidata al Professor Alessandro Dal Bosco, delegato del Rettore per Palazzo Cesi, mentre il Sindaco di Acquasparta, Giovanni Montani, ha portato i saluti istituzionali del comune. Tra le numerose autorità presenti spiccava il Prefetto di Terni, la dottoressa Antonietta Orlando, affiancata dai consiglieri regionali Maria Grazia Proietti, Paola Agabiti e Francesco Filipponi, dal Vicepresidente della Provincia di Terni Francesco Ferranti, dal Vicequestore Vicario Paolo Guiso, dal Tenente Colonnello dei Carabinieri Gianluca Sirsi e dal Comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Terni Pasquale Di Lillo. Durante la serata, la figura storica del Principe Federico Cesi ha idealmente dato il benvenuto al Rettore, richiamando la preziosa eredità dell’Accademia dei Lincei.
Nel suo intervento, il Professor Marianelli ha analizzato l’impatto delle nuove tecnologie sulla società contemporanea, suggerendo la necessità di rimettere al centro la persona e l’etica per governare i cambiamenti in atto.
«L’epoca dell’intelligenza artificiale non è altro che l’epoca di uno sviluppo alto della tecnica e dell’innovazione digitale, quindi dello sviluppo di quello che l’uomo, in senso di umanità, è riuscito a produrre per il nostro tempo. Il problema è che abbiamo pensato di chiamare questa cosa “intelligenza artificiale”, quando questa non è né intelligente né propriamente artificiale, ma è essenzialmente un prodotto dell’umano. Forse è la prima volta che qualcosa di prodotto dall’uomo diventa un alter ego con il quale l’essere umano si confronta, un “altro sé stesso” che definisce chi è l’umano. Abbiamo destinato a qualcosa di estraneo a noi, che abbiamo prodotto noi, la possibilità di capire, di definire che cosa noi siamo. Come contribuire oggi al senso di umanità e come affinare il pensiero critico, specialmente nei giovani? La risposta è nella cultura, abbeverarsi di cultura, interrogarsi, questo è essenziale per far crescere e migliorare le condizioni di vita dell’essere umano, per far sì che l’essere umano sia consapevole della propria dignità. Forse questo è il tema: tornare alla cultura, tornare ai classici, per saper dirigere i cambiamenti digitali».
A chiudere l’evento è stato Rossano Pastura, presidente dell’Ente Il Rinascimento ad Acquasparta, che ha espresso grande soddisfazione per lo spessore del dibattito ospitato nella città d’arte.
«Trovarci oggi nella Sala del Trono di Palazzo Cesi, luogo simbolo della rivoluzione scientifica avviata da Federico Cesi e dall’Accademia dei Lincei, ci ricorda che l’innovazione non nasce mai nel vuoto, ma affonda le proprie radici in una lunga tradizione di pensamento, scienza e cultura. Il tema dell’Umanesimo e dell’Intelligenza Artificiale non rappresenta una contrapposizione, ma una sfida di integrazione: la tecnologia può amplificare le capacità dell’uomo, ma resta indispensabile una guida etica che mantenga al centro la dignità della persona, la responsabilità delle scelte e il bene comune. La lezione che portiamo a casa da Palazzo Cesi è che non può esistere vera evoluzione tecnologica senza una parallela evoluzione culturale ed etica. Siamo chiamati a costruire un nuovo umanesimo digitale nel quale università, istituzioni e società civile collaborino affinché il progresso resti sempre al servizio dell’uomo».



