La Regione vuol sapere su riaperture, calcio, parrucchieri ma Colao sta a Londra e il Governo non ha fretta

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Ripartenza dei negozi, bar, ristoranti e ora anche sugli allenamenti di Perugia e Ternana: Tesei insiste sulla mediazione, ma gli esperti di Fase 2 non ci sono e i ministri ignorano le proteste e le proposte e tirano dritto: fino al 18 nessuno si muove

di Marco Brunacci

PERUGIA – Trattativa sulle riaperture tra Stato e Regioni? Con calma, non c’è fretta. Non oggi, sabato, probabilmente neanche domani domenica. O forse sì. Dipende. Magari lunedì.

Il problema che manca anche il capo della task force stabilita per decidere la Fase 2. Vittorio Colao risulta essere a Londra. Fosse vero, sarebbe la dimostrazione che il problema del lockdown è nostro, non di chi stabilisce le linee guida. Noi tanto qui dobbiamo stare.
E infatti il Governo ha deciso: fino al 18 maggio non sente storie. Si farà in Italia il lockdown più lungo del mondo. Perché altrove gli scienziati si occupano di trovare cure, vaccini, vie di uscita. Qui ci sono all’opera soltanto esperti in vie di entrata e di come lasciarti dentro. Non di come uscirne.
L’Umbria ha i migliori parametri d’Italia (Gimbe conferma: ha la letalità più bassa e il 2,5% di incremento dopo essere stata a metà classifica nei casi per centomila abitanti – 158 – a dimostrazione che il virus qui è arrivato in forza ma è stato arginato) ma non interessa. Anzi interessa dal 18 in poi. Cioè non interessa.
Allora: siamo rimasti alla mediazione strappata dalla presidente Tesei: in Umbria dal 18 negozi aperti ma anche i parrucchieri. Il 25 bar e ristoranti e centri estetici. L’1 giugno alberghi e forse spa. L’8 ambulanti.

L’Umbria – chissà se Colao ha avuto modo di vedere il documento con le linee guida per la sicurezza, se era davvero a Londra – ha posto di nuovo anche questioni pressanti. Non intende fare forzature, si tiene aperta la porta di una trattativa, quindi, per senso istituzionale, non ha fatto e non farà ordinanze. Ma fa il pressing a tutto campo sì, che neanche il Liverpool.
Ecco le richieste al Governo rinnovate: si possono far allenare i professionisti del pallone (Perugia e Ternana) se hanno le strutture per mantenere le distanze? Si possono fare sport che possono essere fatti in maniera individuale come il golf, dove non c’è contatto? E se si gioca con i guanti per non toccare la pallina, cosa osta al tennis?
Oppure. Per il bonus baby sitter provvedete subito o aspettate che i bambini vadano a fare il militare? Quando pensate (e come) di sciogliere il nodo dei centri estivi?
Intanto sul trasporto urbano, altro punto dolente sul quale la Tesei è in pressing da tempo, arriva una prima risposta: sui mezzi pubblici si sale con la mascherina e si sapeva, ma anche con i guanti.
Infine: per le mascherine – in Umbria ne serviranno un milione nella prima settimana – il Governo si impegna a farle arrivare? Quando?

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