Guerra al Covid, tutti si dicono responsabili ma Spoleto scelto come ospedale antivirus insorge

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Oggi 350 positivi ma solo 2 ricoveri, forse un passo avanti nello spezzare la catena del contagio. Ma la Tesei prova ad allargare la rete dell’emergenza, invocando la responsabilità, e trova una strada piena di mine

di Marco Brunacci

PERUGIA – Chissà che un giorno qualcuno – a crisi del virus finita e prima o poi dovrà pur finire lasciando tanti orfani di palcoscenici mediatici da teatro dell’assurdo – rifletterà sul ruolo delicatissimo della narrazione del Covid, sul come se ne parla e come si rappresenta, e sui danni che sta facendo e sui risultati finora ottenuti, opposti a quel che si propone.

Oggi in Umbria sono stati testati 350 positivi, un record, con un rapporto elevato rispetto ai pur tanti tamponi effettuati, ma ci sono stati solo 2 ricoveri. Non più di 2.
Allora: se narriamo il virus come la peste nera medioevale, che nulla risparmia e uccide ciò che incontra, c’è da terrorizzarsi. Se diciamo invece che – al netto della lacrime social a beneficio dei followers della Pellegrini – i giovani e giovanissimi rischiano quasi niente dal contagio, per cui continuano a distribuirselo senza usare alcuna precauzione, e però invece la questione è come stopparlo il contagio, come evitare che passi dai ragazzi alle persone deboli, malate o agli anziani in generale, beh, allora il numero di oggi lascia perfino andare a qualche – ci auguriamo non prematura – speranza.
Se è giusta la seconda narrazione allora si può chiedere con più forza ancora (e magari anche con le multe) a giovani e giovanissimi di essere responsabili perché altrimenti diventano killer di deboli e anziani.
La prima narrazione, quella del Covid come la peste nera, invece fallisce l’obiettivo di spaventare i giovani e giovanissimi (che infatti proseguono imperterriti a incontrarsi in ogni dove passandosi il virus), ma finisce invece per comportare gravissimi danni collaterali: per esempio un ricorso improprio al ricovero, dovuto a paure spesso immotivate, con il sovraccarico degli ospedali e quindi – effetto già succede in Lombardia e in Campania – col ritorno degli ospedali come luoghi di diffusione del contagio (il reparto di cardiologia chiuso all’ospedale Sacco).

La governatrice Donatella Tesei si è dovuta ripresentare in pubblico per chiedere a tutti senso di responsabilità, definendo la «situazione grave» ed ha indicato in Spoleto e Pantalla i due ospedali che dovranno supportare la rete dell’emergenza antiCovid in Umbria, come chiesto dal Governo. Viste le difficoltà che tutti sembrano avere con le due narrazioni di cui sopra, che spesso si sovrappongono o vengono credute a fasi alterne, il risultato che la governatrice ha ottenuto è una mezza insurrezione del consiglio comunale di Spoleto, che non vuole l’ospedale cittadino centro antiCovid,.Non era andata meglio con Foligno. Segno che tutti sono responsabili ma con il posto letto dell’altro.
Il centrodestra parte in vantaggio su Spoleto: Fratelli d’Italia è in aperta polemica col sindaco De Augustinis. Non lo appoggia di certo nella sua protesta e nell’attacco a testa bassa alla Tesei. Del resto il segretario regionale Fdi, Zaffini, aveva qualche giorno fa detto chiaro e tondo in una intervista a Tefchannel che «stando così le cose», «se non cambia niente», a «Spoleto a primavera si vota».
Piace sottolineare a questo punto che comunque l’assessore Paola Agabiti Urbani ha trovato qualche soldo del bilancio della Regione per la didattica a distanza e per i trasporti pubblici e per quel po’ che serve ad allentare la presa dei contatti, soprattutto tra giovani, e quindi dei contagi.
La speranza di vincere la battaglia contro il Covid passa per una strada lastricata di tanto buon senso e di mosse mirate e concrete, anche piccole, e per sempre all’indice i sensazionalisti.

I comunicati della Regione

La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, firmerà nelle prossime ore due nuove ordinanze, che avranno validità fino al 31 gennaio 2021, per ampliare la capacità di risposta della rete ospedaliera umbra per garantire la giusta risposta sanitaria alle persone contagiate dal Covid-19 e, allo stesso tempo, per tutte le altre patologie. “Si tratta di misure temporanee e imparziali – ha sottolineato nel corso di una videoconferenza stampa, insieme all’assessore alla Salute Luca Coletto e al direttore regionale Claudio Dario – che prevedono il coinvolgimento delle strutture ospedaliere di Spoleto e della Media Valle del Tevere nella cura dei pazienti affetti dal virus, poiché a fronte della situazione seria per la crescita del numero dei contagi è necessaria una risposta corale e di alto livello della nostra rete sanitaria. Terminata l’emergenza – ha tenuto a rimarcare la Presidente – tutte le strutture torneranno a svolgere le funzioni della fase ante Covid e, come nel caso dell’ospedale di Spoleto, verranno anzi rafforzate e riqualificate”.
La presidente Tesei, nel ricordare di aver chiesto l’attivazione di un Tavolo con Prefetture ed Anci per intensificare tutte le misure di contrasto alla diffusione della pandemia e in particolare per evitare il formarsi di assembramenti, ha rivolto un appello al senso di responsabilità di tutti: “è il momento di fare squadra – ha detto – e di comportarci anche nell’ambito familiare rispettando le misure precauzionali del distanziamento, a tutela soprattutto delle persone anziane e più fragili, per prevenire l’incremento dei contagi e tornare il prima possibile a una vita normale, oltre che per alleggerire lo sforzo enorme a cui sono sottoposti strutture e operatori sanitari”.
I numeri dell’evoluzione “esponenziale” dei contagi sono stati richiamati dall’assessore Coletto che, a sua volta, si è soffermato sull’importanza della prevenzione. “L’indice Rt – ha detto – al 20 marzo era di 1 e oggi è all’1,69. In 16 giorni, dal 4 al 20 ottobre, in Umbria si è passati da 48 a 170 ricoveri di persone positive al Covid, il 254% in più, mentre i ricoveri nel reparto di terapia intensiva da 6 del 4 ottobre sono diventati 20, con una crescita del 233 per cento”.
Alla luce di questi dati, la Regione sta attuando l’ultimo step del Piano di gestione dei posti letto della rete ospedaliera emergenza coronavirus, con cui è stata definita una strategia che prevede quattro livelli di sviluppo, strettamente legato al periodo di emergenza.

A tal fine sono state emanate specifiche ordinanze, e a giugno 2020 con la delibera n. 483, è stata dettagliata sia la riorganizzazione dei percorsi sanitari, che la riorganizzazione e potenziamento dei posti letto e della rete dell’emergenza che il sistema ospedaliero andrà ad affrontare prevedendo anche la realizzazione di un ospedale da campo.
Al momento siamo al IV livello per occupazione dei posti letto ed è stata prevista l’attivazione di 175 posti tra le varie discipline e sono state portate a 81 le terapie intensive in parte Covid e in parte generaliste, ma – come ha specificato l’assessore alla Salute – siamo pronti ad implementare il numero fino a 124, come fatto nella prima ondata. Vanno quindi necessariamente individuate strutture dedicate come stabilito dal IV step del IV livello.
Lo sviluppo fino al IV livello prevede DEA di II livello (Perugia e Terni), DEA di I livello, (Gubbio-Gualdo Tadino, Città di Castello, Foligno, Spoleto e Orvieto), Ospedali di base, (Castiglione del lago, Umbertide, Assisi, Media Valle del Tevere Narni, Amelia) e strutture dedicate.
Il direttore regionale alla Salute, Claudio Dario, ha illustrato i possibili scenari dell’evoluzione e della gestione della pandemia e si è unito al ringraziamento della Presidente Tesei e dell’assessore Coletto rivolto a tutti gli operatori sanitari per il lavoro che da mesi stanno svolgendo.

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