L’appello di fine anno della governatrice che augura agli umbri «serenità dopo tante complicazioni» e li invita a «ritrovare la fiducia per ripartire». Indicando tra gli ostacoli «la burocrazia che può essere pesante come un macigno sul rilancio»
di Marco Brunacci
PERUGIA – «Rispettate le regole, anche quelle che magari non capite. Ma rispettatele e non fatevi troppe domande. Sapendo almeno che l’intento è buono: quello di evitare che il contagio si allarghi e quindi di preservare soprattutto le nostre persone anziane e quelle più fragili».
Donatella Tesei, governatrice dell’Umbria, in un’intervista di fine anno a Tefchannel, lo ha detto in modo esplicito: non tutto si capisce di questo ultimo dpcm del Governo nazionale, il senso certe volte sfugge, ma le regole sono regole e la finalità è buona.
Quindi dice di suo: «Niente assembramenti, massima attenzione a tenere la mascherina e il distanziamento personale, tutte le precauzioni possibili soprattutto quando ci sono persone anziane con voi. E lavarsi le mani spesso».
Da qui il suo augurio: «Un grande augurio di feste serene a tutti, anche se quest’anno sono molto speciali. Gli umbri hanno tanto bisogno di serenità, dopo tante difficoltà e complicazioni, per essere pronti a ritrovare la fiducia che sola può permetterci di risollevarci insieme, con un nuovo slancio».
Quindi ha fissato alcuni obiettivi in economia che la Giunta regionale sta cercando di raggiungere, pur non nascondendosi i problemi che ci sono. E sul futuro, tra progetti speciali, fondi europei già riprogrammati nel bilancio regionale e Recovery fund europeo, mostra un po’ di ottimismo a patto che – dice – vengano messi in campo gli strumenti giusti e si cancellino le norme più contradditorie, per non lasciare che la burocrazia soffochi la voglia di ripartenza degli umbri e tutti gli italiani.
«Con le norme attuali – dice indicando una delle assurdità burocratiche – ci troveremmo a dover rendicontare entro il 2026 opere che, per quella data, saranno verosimilmente solo iniziate. Bisogna cambiare strumenti e disposizioni, altrimenti, oltre a tutte le difficoltà che abbiamo, si aggiungerà, pesante come un macigno, la peggiore burocrazia».
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