Da martedì stop alle scuole in presenza in 29 comuni dell’Umbria (qui la lista): da Perugia a Foligno a Gubbio fino al Trasimeno

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | È appena arrivata ai sindaci la nota della sanità regionale in cui, dopo aver sentito anche il Comitato tecnico scientifico, si indica la chiusura degli edifici scolastici tra le soluzioni agli eccessi dei contagi. Aggiungendo però controlli severi

di Marco Brunacci

PERUGIA – I sindaci hanno tentennato. Comprensibile, ma non condivisibile, perchè le responsabilità vanno prese.

La Regione in 36 ore ha prodotto il documento (attraverso i vertici operativi della sanità, quindi il direttore generale Dario e il commissario per l’emergenza Covid D’Angelo), nel quale chiedono ai sindaci del 29 comuni rosso cupo dell’Umbria (altrimenti quasi zona bianca, non fosse per queste zone disgraziate) di chiudere da martedì (e si ragiona per un lasso di tempo ai almeno due settimane, augurandosi che bastino) le scuole in presenza, dalle primarie (elementari) alle superiori.
Quindi: un taglio netto allo scaricabarile, al tira e molla del “dimmi tu se e quando devo chiudere”, e un passo in avanti per far tornare l’Umbria nella zona del colore giusto, visto che finora qui quel nemico subdolo del Covid è stato combattuto nel modo migliore, per tanti mesi e questo, a tutt’oggi, continua a succedere in tre quarti dei comuni della regione.
Dato che i 29 sindaci sabato mattina hanno ascoltato le gravi preoccupazioni della Regione, e all’ora di pranzo hanno letto e poi applicato la lettera della presidente Tesei sulle nuove indispensabili limitazioni, ora non resta loro che fare l’ultima ordinanza: lo stop alle scuole.
Aggiungendo però – nessuno si dimentichi – una quantità sufficiente di controlli sui ragazzi, tale da essere adeguata per evitare che gli stessi assembramenti che avvengono alle fermate dei bus o intorno agli edifici scolastici, succedano in altre zone delle loro città, creando i medesimi problemi, in termine di diffusione del contagio.
Tecnicamente bisognerà attendere per ogni comune l’ordinanza del sindaco (la nota della sanità regionale è delle ore 12). Ma è difficile immaginare che ci siano amministratori sprovveduti disposti a rischiare (nel caso scoppi un focolaio) conseguenze penali, per non aver avuto l’accortezza di adempiere alle indicazioni della sanità regionale, supportate da tanto di parere del Comitato tecnico scientifico.
E allora, da martedì e ragionevolmente per due settimane, non si andrà a scuola in presenza in questi Comuni (in ordine alfabetico e che rientrano nel tasso di nuovi contagi oltre i 200 per 100mila abitanti, come dato statistico che comporta una zona rossa):
Amelia
Attigliano
Bevagna
Calvi dell’Umbria
Castiglion del lago
Città della Pieve
Collazzone
Corciano
Deruta
Foligno
Fratta Todina
Gualdo Cattaneo
Gubbio
Lugnano in Teverina
Magione
Marsciano
Montefalco
Montegabbione
Nocera umbra
Paciano
Panicale
Passignano
Perugia
San Venanzo
Sellano
Spello
Torgiano
Trevi
Tuoro
Vallo di Nera
Valtopina
Le chiusure non riguardano, automaticamente le scuole dell’infanzia (per le quali si deve decidere caso per caso, a seconda della penetrazione eventuale del contagio) e, ancora, per i tempi di stop in presenza, ci saranno valutazioni sui comuni più piccoli, che possono avere picchi statistici ma con pochi o pochissimi casi.

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