La gran parte dei 42 casi sospetti inviati all’Iss dall’Umbria sono della variante brasiliana. Una spiegazione per l’alta diffusione delle ultime settimane

Ora indagini e tracciamento potranno permettere di localizzare meglio i casi anche di asintomatici. E di intervenire sul territorio. Alta contagiosità ma identica la letalità

di Marco Brunacci

PERUGIA – La gran parte dei 42 campioni inviati all’Istituto superiore di sanità sono risultati positivi alla variante brasiliana (o similari) del Covid.

Potrebbe essere così spiegato l’abnorme diffusione del virus in certe zone dell’Umbria con un contagio a macchia di leopardo. I primi due casi risalgono a metà gennaio ed erano riferiti a due anziani pazienti.
Il numero dei test positivi alla variante brasiliana deve essere considerata preoccupante, perché la variante ha una aggressività molto elevata.
È invece stato osservato che la sua letalità è nella media e anche inferiore rispetto al virus. Non è un caso, alla luce di questa novità, che l Umbria abbia fatto segnare un incremento dei contagi elevato ma abbia continuato a tenere basso, tra i migliori d’Italia, il tasso di letalità.

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