Tesei: «Il modello Umbria? Investimenti, non sussidi. Più lavoro, tanto digitale e sui rifiuti è il momento di intervenire»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La governatrice presenta a Nemetria le due gambe su cui dovrà correre l’Umbria: il Documento di programmazione e i progetti per il Recovery plan. Il capitolo sanità del futuro. «Scelte per far tornare attrattiva la regione»

di Marco Brunacci

PERUGIA – «Il documento di economia e finanza regionale (Defr) che la giunta regionale ha presentato traccia una piccola rivoluzione copernicana che pone gli enti pubblici al servizio delle imprese, che muta il paradigma del lavoro regionale dicendo nero su bianco che solo le imprese, anche pubbliche possono creare lavoro, che solo il lavoro combatte la povertà, che nel medio periodo solo gli investimenti sono importanti, non i sussidi».

E questa è una gamba. Poi la seconda: «Il Recovery plan umbro, che stiamo scrivendo per consegnarlo in un documento agile al presidente Draghi, sarà su 4 direttrici strategiche:

  1. Formazione giovanile e riconversione professionale, per affrontare il tema del lavoro, centrale nel prossimo quinquennio.
  2. Digitalizzazione, per fare in modo che alle grandi opere si aggiunga una nuova autostrada e vetrina digitale che porti l’Umbria nel mondo, ma anche che permetta a tutti di intraprendere, investire, lavorare, vivendo in Umbria.
  3. Transizione ecologica delle aziende, dei comparti e del sistema dei rifiuti
  4. Sanità fisica, territoriale e digitale».
    Chi segue Cityjournal sa di cosa stiamo parlando: il futuro dell’economia regionale corre su due gambe, il Documento di economia e finanza e le richieste per il Recovery plan.
    La dottrina Tesei è stata spiegata in sintesi agli Stati generale dell’economia umbra, organizzata da Nemetria, a Foligno, dalla governatrice stessa. Senza molte parole, con alcuni accenni essenziali al maxi piano dei trasporti (ne abbiamo spesso parlato: dall’alta velocità alla ex Fcu come metropolitana di superficie all’aeroporto rilanciato) e ai problemi del Recovery che di fatto potrebbe alla fine limitarsi agli 82 miliardi di finanziamenti a fondo perduto.
    E quindi bisogna chiedere cose precise, in linea con le indicazioni europee (ecco questo fiorire di “transizione ecologica”, che di fatto riguarda il 40% dei fondi europei). Sul lavoro ai giovani e la digitalizzazione la giunta regionale ha presentato già progetti, si tratterà di incanalarli in un modo tale da poter essere finanziati. Sulla sanità la scommessa più grande: la telemedicina e la sanità 4.0 possono essere una svolta non in un futuro lontano ma molto prossimo vengono messe nelle condizioni di esistere (anche grazie alla collaborazione con l’Università).
    Dette così – come obiettano gli oppositori – si tratta di belle intenzioni, certo, intenzioni ma meglio belle che brutte. Le verifiche si faranno in pochi mesi. Sul lavoro si deve agire appena verrà interrotto il divieto di licenziamenti, sul digitale non è mai troppo presto. Interessante l’inserimento nella transizione digitale del ciclo dei rifiuti, una scommessa importante, un fronte delicato e sensibile come pochi altri.
    Conclusione: «La mia visione dell’Umbria è quella di un piccolo modello-scuola europeo di una regione che recupera fiducia, ottimismo e diventa attrattiva». Che è almeno la speranza di tutti.

    #umbria #economia #donatellatesei #defr #nemetria #marcobrunacci #polepolitik

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