POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il nuovo piano del Governo, radicale cambio rispetto a Conte per la quantità delle dosi e la qualità dell’impegno (in campo anche la logistica di Poste italiane). Alle Regioni si chiede di mettere a disposizione tutte le forze e di seguire protocolli precisi
di Marco Brunacci
PERUGIA – Vaccini, si cambia. Mario Draghi ha detto poche parole, una rivoluzione rispetto al verboso Conte, ma che rappresentano una virata.
Basta categorie che si affannano per avere un vantaggio, si va a giorni verso una vaccinazione di massa ma con rigorosi criteri di fasce d’età e in ordine alfabetico. E con l’utilizzo del sistema logistico di Poste italiane. Questo sanno i Governatori delle Regioni, ai quali sono stati illustrati i nuovi indirizzi del Governo, che stavolta non sono generiche indicazioni ma precisi protocolli che modificano radicalmente l’attuale, un po’ anarchico, procedere sulle vaccinazioni, con tanti sforzi e poche dosi da iniettare.
Ora si cambia: le dosi arriveranno – ha assicurato Draghi – ma le Regioni dovranno mettere in campo le forze necessarie per i compiti che il Governo ha già disposto. Una accelerazioni, che non provochi uno sfalsamento, con effetti devastanti, nelle ripartenze delle economie dei Paesi dell’Ue rispetto al mondo anglosassone (Usa e Regno Unito).
L’Umbria si è organizzata, dopo una settimana di appannamento, e ha messo a disposizione una “potenza” vaccinale per 5mila somministrazioni al giorno, che, appena ritoccata, potrebbe permettere a tutti gli umbri (esclusa la fascia di età finora non considerata vaccinabile, quella da 0 a 6 anni) di essere immunizzati tra giugno e luglio. Ma soprattutto, quel che conta, consentire di muoversi in sicurezza a tutti coloro che hanno un qualche rischio (dovuto all’età o alla condizioni di salute), con somministrazioni di vaccino che potrebbero chiudersi alla fine di maggio.
Il Governo ha stabilito che, dopo gli over 80, tocca agli over 70, quindi si scende verso i 60.
Una corsia preferenziale sarà riservata, come sacrosanto, ai vulnerabili. Saranno le Regioni a dover individuare coloro che hanno patologie tali da renderli disarmati di fronte al subdolo virus.
Intanto, dopo ansiogene indiscrezioni andate avanti per tutta la giornata, sembra che il Cts nazionale sia orientato non a fermare il mondo, come dalle indiscrezioni ansiogene di cui sopra, ma solo a suggerire norme più restrittive anti-movida, per i prossimi week end.
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