POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’Umbria è uscita bene e per prima dalla Fase 3, ha adottato un’ordinanza prudente, ma è pronta ad allentarla se la curva dei contagi continua la discesa. Dal 15 si valuta il ritorno sui banchi dei più piccoli e negozi aperti di sabato dalle 14
di Marco Brunacci
PERUGIA – In Umbria pronti a cambiare marcia? Sì. Ma come? Riassumiamo i passaggi, andando con ordine.
SE NON SI FANNO ERRORI SARÀ UNA BELLA PRIMAVERA, DICE IL FISICO GAMMAITONI
«L’Umbria, se non commette errori in questo delicato periodo, andrà incontro a una bella primavera». Lo dice un fisico attento come nessuno ai reali scostamenti della curva dei contagi e degli attualmente positivi, che dopo aver annunciato la grave emergenza di qualche settimana fa adesso prende atto dei nuovi numeri con scientifica soddisfazione. Nel mentre il Cts nazionale evoca scenari cupi, l’Umbria va controcorrente, ma è difficile criticare la Regione per le scelte prudenti che ha fatto attraverso la nuova ordinanza regionale.
Cityjournal l’aveva largamente anticipata, ed era per tanti versi obbligata. Le polemiche servono per conquistare qualche brandello di consenso, ma davvero non hanno molto senso.
ORDINANZA PRUDENTE E DURA FINO AL 21, MA SE I DATI MIGLIORANO…
Tanto più che è chiaro il trend e chiarissimo quello che è stato scritto nell’ordinanza.
E cioè: che durerà fino al 21 marzo «se non ci saranno variazione epidemiologiche nel frattempo».
Vorrà dire pur qualcosa. Il fatto che la presidente Tesei abbia voluto allungare dalle 21 alle 22 il coprifuoco, per permettere ai ristoratori che fanno asporto di avere qualche cliente in più, mentre ai clienti di bar e negozi che vendono alimenti è concesso di consumare all’aperto quello che hanno acquistato (il divieto resta solo per l’alcol) sono da considerare importanti segnali di allentamento. Con Città di Castello e Foligno che superano la soglia così ampiamente la soglia dei 250 casi di contagio ogni 100mila abitanti di più non è possibile fare.
I PICCOLI MA NETTI SEGNALI DI ALLENTAMENTO DELL’ORDINANZA
Ed ecco il motivo dei divieti per i commercianti al sabato pomeriggio e le scuole che restano chiuse, dopo chiaro segnale del Cts locale (che chiede rigore). Ma anche qui il sentiment, come si dice in economia, è piuttosto esplicito.
Sono pronte riaperture, che possono diventare realtà – se non si fanno errori – come dice Gammaitoni – in questo caso nei prossimi 3-4 giorni, per intendersi. Con il report di sabato che conferma la curva in calo in ogni settore, ma con le terapie intensive ancora in sofferenza, era facile da pronosticare che tutte le scuole della provincia di Perugia sarebbero rimaste chiuse, ad eccezione dei nidi.
Ora è altrettanto facile immaginare che, di fronte a buoni dati nei giorni che vanno da oggi a mercoledì, si arriverà a decisioni correttive dell’ordinanza già da giovedì, ovviamente facendo partire le novità dal lunedì successivo.
DA LUNEDì 15 PROBABILE LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE ELEMENTARI E MATERNE
Interpretando il sentiment e contando in altri dati positivi di decrescita della curva, da lunedì 15 in provincia di Perugia potranno essere riaperte le scuole materne e quelle elementari. E questa è una previsione facile facile, basta leggere con attenzione l’ordinanza regionale.
Non è questione di mancanza di coraggio, ma senso di responsabilità, in questo momento in cui lo stato dell’arte della lotta al Covid è questo: l’Umbria è uscita bene e per prima dalla Fase 3 del virus, nel mentre il resto d’Italia ci sta entrando (e Trento e Bolzano, partiti con l’Umbria non riescono ad uscirne).
Il coraggio bisogna averlo quando si intravede la meta e senza una reale vaccinazione di massa non si va da nessuna parte. Ma trovare vaccini è un problema del Governo Draghi, che per altro lo sta affrontando con nuova determinazione, dopo la fase della palude conosciuta col Governo Conte.
ANCHE PER IL COMMERCIO IPOTESI DI RIAPERTURA DEL SABATO DAL 13
Discorso analogo rispetto a quello della scuola. Segnali per il commercio già ci sono in questa ordinanza. Ma basta leggerla con attenzione per capire che appena sarà possibile, sempre con altri 4-5 giorni di dati in curva discendente, ci saranno altre decisioni. Per esempio quella dell’apertura del sabato pomeriggio, dopo le 14. Dovendo fare un’altra previsione, è facile immaginare che se per questo sabato non sarà possibile un ulteriore allentamento, per sabato 13 la riapertura è quasi scontata (fermo restando la valutazione dei numeri).
Non è coraggio anticipare i tempi, e anzi è da sciocchi fare i furbi con questo virus subdolo, che ha rovinato la vita di tutti noi per così tanto tempo.
MA LA PARTITA SI VINCE CON I VACCINI: IN ARRIVO 50MILA PIù 16MILA DOSI
Ora due parole sui vaccini. Le polemiche sulla rapidità della vaccinazione nelle regioni in questa fase sono veramente alta scuola di accidia politica, quanto di più noioso e inconcludente.
La Tesei si è comunque presa la sua brava arrabbiatura perché non ci sta a ritrovarsi in fondo alla classifica delle vaccinazioni perché un paio di direttori non si mettono d’accordo sui tempi e sui modi, quindi ecco che, negli ultimi 4 giorni, l’Umbria è tornata in testa. Piccole vittorie di tappa. Il Giro si vince quando arriveranno tante ma tante dosi e in quel momento non sarà ammesso a nessuno sbagliare. E allora, ultime notizie: l’Umbria attende 16mila dosi nella prossima settimana ed è in grado fin da subito di fare 5mila iniezioni a settimana. Poi sono attese le 50mila dosi in più per le quali si era già impegnato a Perugia il ministro Speranza, che correttamente sta insistendo perché arrivino in tempi brevi.
TUTTI GLI UMBRI POTREBBERO ESSERE VACCINATI ENTRO LUGLIO
Per dare un’idea dei numeri: ritoccando le 5mila somministrazioni al giorno di cui l’Umbria è capace a oggi, e avendo i vaccini a disposizione, si possono vaccinare gli umbri che corrono rischi Covid, anche solo remoti, entro maggio, e tutti gli altri (bimbi 0-6 anni a parte, essendo al momento esclusi) entro fine luglio.
In attesa delle dosi, sono arrivate comunque le disposizioni governative: si va avanti fino a Pasqua con gli anziani over 80 e le categorie a rischio (insegnanti e forze dell’ordine). Da dopo Pasqua conterà solo la fascia di età, dal più anziano al più giovane.
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