POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Settimana decisiva per l’assetto della sanità umbra in questa cruciale fase dell’emergenza. Dopo il calo della curva dei contagi, si allenta la pressione sulle strutture con nuovi posti letto. Dario in pensione, in arrivo un (o una) tecnico locale
di Marco Brunacci
PERUGIA – Una settimana decisiva per l’ospedale da campo donato da Bankitalia e per le 44 terapie intensive prefabbricate promesse da Arcuri, ma che sono confermate dalla struttura del commissario al Covid (adesso il titolare è il generale Figliuolo).
Per l’ospedale da campo, che è stato finanziato da Bankitalia: un esperto in operazioni di apertura di questo tipo di strutture (pare abbia nel suo curriculum anche un’esperienza fatta a Bagdad, quindi davvero in prima linea) sta lavorando già da qualche giorno qui in Umbria. Il personale per farlo partire sta arrivando, quindi finalmente si vedrà all’opera entro pochi giorni.
La struttura magari non è stata apprezzata neanche da chi doveva usarla e difenderla, ma resta un’importante opera, considerata dai tecnici di livello, e che può essere utilizzata in questa crisi sanitaria come in altre. Se chi doveva utilizzarla ha pensato di considerarla una sorta di magazzino degli attrezzi, dal quale smontare all’occorrenza qualche macchinario, sbagliava di grosso.
Si vedrà, quindi, tra poco, all’atto pratico, in action.
Cӏ anche una data per le 44 terapie intensive prefabbricate per le quali il governo giallorosso e il commissario, appena destituito, Arcuri, hanno investito 8 milioni e mezzo di euro. Dalla struttura commissariale assicurano che arriveranno dal 5 al 15 marzo. Questione, anche qui, di giorni.
Infine, l’ultima questione aperta della sanità: a ore è attesa l’ufficializzazione del tante volte annunciato pensionamento dell’attuale direttore generale dell’assessorato Dario. I tempi sono maturati e il direttore lascia. In queste mesi pensava di poter fare la riforma che aveva in testa della struttura sanitaria in senso territoriale, ha invece dovuto impegnarsi con tutte le forze nella grande battaglia dell’emergenza Covid.
Dal momento delle dimissioni ufficiali passeranno altri 15 giorni per presentare le domande, che quindi saranno vagliate per arrivare alla sostituzione. Prima di Pasqua quindi niente nuovo direttore.
Una previsione? Se non si presenta il Cristiano Ronaldo della organizzazione sanitaria in persona, si opta per un (o una) tecnico locale, che possa lavorare da subito, senza periodo di acclimatazione. La perdurante emergenza Covid non consente altra scelta. E, come si capisce, difficilmente sarà una sorpresa.
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