POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Nel primo Dpcm Draghi entrano le norme decise dalla Regione nell’ultima emergenza. Intanto prosegue il trend positivo sui contagi, invece con i vaccini si va a rilento ma si attende la svolta Figliuolo: Esercito in campo come negli Usa
di Marco Brunacci
PERUGIA – L’allarme deve scattare quando l’aumento settimanale supera i 250 casi ogni centomila abitanti. I presidenti di Regione che conoscono il territorio, devono analizzare e scomporre i dati e sono chiamati a intervenire con rapidità (lo sta facendo in queste ore l’Emilia Romagna su Bologna città metropolitana) istituendo zone rosse mirate, per non colpire tutti indistintamente. Lo Stato si fa carico dei ristori immediati. Inoltre consente alle Regioni di chiudere anche le scuole, di ogni ordine e grado, in presenza. Quindi didattica a distanza per tutti e bimbi da 0 a 36 che restano a casa.
Sono le decisioni del Governo illustrate dal ministro Speranza, il quale deve essere rimasto impressionato dalle decisioni prese dalla giunta regionale dell’Umbria di fronte alla recente emergenza, con gli effetti concomitanti delle varianti brasiliana e inglese e di altre disattenzioni del periodo natalizio e post natalizio, soprattutto in alcuni comuni dell’Umbria rurale. L’una e l’altra cosa hanno – approfittando di qualche ulteriore distrazione – hanno creato cluster ospedalieri, oggi risolti.
Il modello Umbria deve aver impressionato il ministro Speranza – cosa diranno ora i suoi fans umbri, che avevano bacchettato chi avrebbe, a loro dire, male interpretato il senso della sua visita a Perugia – tanto da averlo fatto adottare nel Dpcm nazionale, il primo dell’era Draghi, e che entrerà in vigore alla scadenza del precedente, dopo il 5 di marzo e durerà fino al 6 aprile.
Intanto l’Umbria resta salda in arancione, dopo i dati delle ultime 24 ore, con una diminuzione del tasso di contagio rispetto agli ultimi report. I ricoveri sono stabili e il tasso di letalità (decessi rispetto ai casi di contagio) è ancora relativamente basso. Se la curva mantiene questo trend, si può immaginare in due-tre settimane un ritorno al giallo. Sempre che il virus non si inventi qualcos’altro ancora.
Ps. Per i vaccini si va avanti in maniera non scoppiettante, ma tutti aspettano la svolta del generale Figliuolo, sul modello adottato negli Usa da Trump e mantenuto da Biden, con l’Esercito protagonista.
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