di Marco Brunacci
PERUGIA – Luca Gammaitoni, docente di fisica sperimentale all’Università di Perugia, che fin dal primo momento ha seguito l’andamento dell’epidemia con curve e modelli che si sono rivelati capaci di interpretare e, molte volte, anticipare quello che succedeva, è chiaro: «Siamo come in una foresta. L’incendio è circoscritto dai vaccini, brucia qualche foglia, qualche ramo. Non sta ripartendo, per ora, il fuoco a riprendersi la foresta. E questo grazie alla campagna vaccinale che ha avuto un buon successo. I numeri dicono che ci può essere una nuova piccola ondata, come la precedente. Al momento, dalle curve emerge che questa ondata potrebbe esaurirsi in un paio di settimane, ma ci sono dei ma e dei se».
E i ma e i se sono legati alla pretesa dei no vax di essere portatori di libertà e non di pericoli per tutta la comunità: «Ai no vax dico che mostrano una pericolosa forma di egoismo sociale. E spiego: se il virus continua a circolare è possibile che nelle sue mutazioni, che per fortuna ancora non si sono verificate, possa trovare un modo per “bucare la rete dei vaccini”. Questo significa che si tornerebbe a due anni fa e tutto ripartirebbe da capo».
Aggiunge: «Tutti noi ci auguriamo che questo non succeda né ora né mai e però attenzione c’è un altro pericolo più imminente: è possibile che il virus continui a circolare per via dell’insistenza dei no-vax e torni a colpire i più fragili, gli anziani, i malati, coloro che non possono per ragioni mediche vaccinarsi. Ecco perché è una forma di egoismo sociale pericolosa».
I dati cosa dicono? «Dicono che ogni 5,5 contagiati, solo 1 è vaccinato. Il rapporto è ancora migliore per i vaccinati con le ospedalizzazioni. Al momento questa nuova, relativamente piccola ondata è da considerarsi tutta in capo ai no vax. I numeri non contemplano per ora conseguenze gravi. Per cui dobbiamo occuparcene, ma non preoccuparcene. Sperando che in tanti decidano di superare una posizione incomprensibile e vaccinarsi, che è il modo per sconfiggere il virus».
L’obiezione di tanti no vax, a parte la storia della libertà, è che vogliono curarsi solo con prodotti naturali. «Ma che cos’è naturale? Un grande fisico diceva: “Sappiamo solo una cosa per certo: tutto è costituito di atomi. Un farmaco come un rimedio naturale. E la natura può essere pericolosa e velenosa come lo può essere un farmaco. Un farmaco sintetizzato in laboratorio è naturale al pari di una sostanza che c’è in natura. Io spero che si torni a riflettere. La strada dei vaccini è la soluzione. Per questo sono favorevole anche alla dose aggiuntiva e alla vaccinazione dei bambini. Dobbiamo circoscrivere le fiamme, fino a fare esaurire, soltanto in questo modo possiamo debellare l’incendio. E così, presto, prestissimo, le nostre curve delle probabilità non saranno più necessarie”»
È la sua profezia? «Analizzando i numeri che abbiamo, le curve che ne sono il risultato, tutto fa pensare che tra un anno, forse meno, il Covid non sarà più il problema di oggi. Sono ottimista. Ma con dei se e dei ma».


