La città fantasma a Monteluce? Non ci sarà. Paribas dà il via libera per il rilancio in 3 mesi. Uffici, parcheggi, appartamenti. Così Perugia nord rinasce

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Decolla il progetto, ma l’intesa – raccontano i rumors – è stata raggiunta in una call conference di Natale da due donne (la governatrice Tesei e la potente ad di Amco, Natale). Svolta italiana, intervento e garanzie pubbliche. E tanta benedetta testardaggine (anche contro esponenti di Giunta)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Città fantasma? Monumento al degrado? Non ci sarà. La svolta è arrivata poco prima dell’ora di cena, con il cda di Paribas, la grande banca parigina, che gestisce il Fondo Monteluce,che ha dato il suo via libera per prorogare la vita del Fondo stesso per altri 3 mesi. Il tempo sufficiente per liquidare la banca tedesca che detiene il 40% del Fondo (un’operazione che vale – soldo più, soldo meno – 3 milioni) e far partire i cantieri per il rilancio di tutta la zona che una volta era onore e vanto di Perugia nord, il polo dell’ex Policlinico.

La sciagurata operazione degli anni 2013-2014 che l’aveva tenuto inchiodata per anni, non farà di Monteluce un rifugio per topi: l’intesa tra due donne ha scongiurato l’ipotesi e ora si ha l’ufficializzazione del cambio di prospettive.
In realtà la svolta è del 23 dicembre, raccontano rumors accreditati. Una call conference decisiva tra Donatella Tesei, governatrice che era in quel periodo già alle prese con la omicron e la nuova ondata del Covid, e la potente Marina Natale, ad di Amco, il veicolo finanziario che per statuto ha il compito di far fronte alle sofferenze di tipo immobiliare che sono state sommate in questi anni dalle banche.
Monteluce è un incubo che vale 50 milioni, con perdite per Regione e Università che si conteranno tra qualche anno, ma di sicuro non è il bubbone più grande che deve incidere Amco. E Amco si è, come dire, affezionato a Monteluce e ha capito che è possibile farne un nuovo polo di rilancio di Perugia. Con un doppio risultato. Uno: sgravare la finanza pubblica da un ingombrante fardello (arriva dall’ultima giunta Lorenzetti, via assessore Riommi). Due: mostrare nel contempo la capacità di Amco di intervenire e risolvere questioni, forse proprio perché non enormi.
E l’intesa del 23 tra le due donne ha retto e ha un futuro che sembra roseo. Ben inteso: si firma l’accordo-quadro per il rilancio non prima di fine marzo. Ma, certo, tutto sta andando nella direzione giusta.
E allora cosa capiterà nell’area di Monteluce? 15 milioni tra investimenti e debiti cui far fronte, ma gli investimenti potranno arrivare a 20 milioni, forse a 25, ora che il progetto parla solo italiano e l’intervento convinto della mano pubblica aiuta, come aiuta la garanzia praticamente illimitata del gigante Amco.
Niente città fantasma, ma un corpo centrale costituito da nuovi uffici (quelli del Comune di Perugia ci sono già ma verranno allargati, poi quelli della Asl, della Regione stessa e di chi, tra gli enti pubblici, vorrà approfittare della situazione), quindi parcheggi e un occhio alla parte residenziale. Non è escluso infatti che, di concerto con Prelios, Amco possa dare il via alla realizzazione di appartamenti di pregio (una parte di Monteluce scopre tutta la vallata, panorama mozzafiato assicurato).
Non va dimenticato che in via del Giochetto l’Università ha già 12 milioni da spendere per far rivivere i vecchi padiglioni e realizzare il suo Polo scientifico, una città della scienza che dista in linea d’aria 500 metri da Monteluce e che porterà lì 4mila persone ogni giorno.
Le due aree insieme possono, nel giro di 2-3 anni (e con un timing fissato al settimo anno), far tornare a splendere un pezzo di città rimasto quasi inutilizzato per un così lungo periodo.
E allora. tenendo presente che c’erano resistenze dentro la stessa giunta regionale, ancora una volta la presidente Tesei si segnala per testardaggine benedetta, anche se si trova sola con pochi collaboratori. L’operazione potrà essere più o meno azzeccata, ma questo progetto merita di essere seguito con la massima attenzione. E qui c’è poco da discettare: l’area era una mela avvelenata lasciata dalle precedenti amministrazioni ed è pronta per trasformarsi in un’occasione.

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