Tre spettacoli per il fine settimana del Teatro Stabile dell’Umbria

Protagonisti della scena i danzatori del Nuovo Balletto di Toscana, Mario Perrotta e Alessandro Preziosi accompagnato dalle note del maestro Daniele Bonaviri

SPOLETO (Perugia) – Tre gli spettacoli in scena questo weekend nell’ambito delle stagioni di prosa curate dal Teatro Stabile dell’Umbria che per l’occasione toccheranno Spoleto, Tuoro sul Trasimeno e Foligno.

Bayadère compagnia Nuovo BallettO di ToscanA
foto di Roberto De Biasio

Sabato 22 gennaio alle 21.00 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto arriva “Bayadère – il regno delle ombre” della compagnia Nuovo Balletto di Toscana, con musica di Ludwing Minkue e coreografia di Michele Di Stefano.
Melodramma, promesse amorose tradite, atmosfere soprannaturali e sontuose: sono questi gli ingredienti fondamentali che hanno fatto della Bayadère uno dei balletti preferiti delle platee ottocentesche. Quella coreografa da Di Stefano è una visione contemporanea, psichedelica e incantevole dell’opera.
«Bayadère è un balletto intriso di esotismo idealizzato, sia nella trama melodrammatica che nell’estetica dell’insieme – spiega di Stefano – Nella tradizione la sua scena più celebre, il Regno delle Ombre, si presenta borderline al limite tra il reale e l’aldilà, dove le ombre che appaiono sono come congelate nella loro tragica condizione e i movimenti che compiono sono rituali; l’atto esprime una visione che esula dal contesto e che apre a un passaggio di puro movimento, astratto e lucido nella sua semplicità formale. Il mio interesse è rivolto proprio al potenziale compositivo che questa scena contiene, non per replicarla ma per scatenare tutta la sua forza dinamica ed anche per restituire all’allucinazione di Solor la sua vera natura psichedelica. Pensato per un ensemble di talenti giovanissimi, questo nuovo Regno delle Ombre così misteriosamente carico di suggestioni, appartiene ai tempi eccezionali che stiamo vivendo, perché fa riferimento a qualcosa di perduto e a qualcosa di possibile allo stesso tempo, qualcosa che riguarda la presenza dei corpi e l’intreccio delle loro traiettorie, in uno spazio che non è più soltanto un al di là ma è un presente che desidera essere reinventato con delicatezza e passione».

Un bès Mario Perrotta

Nella stessa giornata e sempre alle 21.00 al Teatro dell’Accademia di Tuoro sul Trasimeno va invece in scena “Un bès” di Mario Perrotta, spettacolo che ripercorre i primi anni di vita dell’artista e mette in luce il suo bisogno d’affetto, di tenerezza.
«Provo a chiudere gli occhi – asserisce Perrotta – e immagino: io, così come sono, con i miei quaranta passati, con la mia vita – quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio, neanche uno. Mai. Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto che è comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza. Mai. E allora mi vedo – io, così come sono – scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada. Ecco, questo m’interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine – oltre il confine – là dove un bacio è un sogno, un implorare senza risposte che dura da tutta una vita. Voglio avere a che fare con l’uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell’umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l’anima: l’artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo, intanto, lo elemosinava. Voglio stare anch’io sul confine e guardare gli altri. E, sempre sul confine, chiedermi qual è dentro e qual è fuori».

Alessandro Preziosi

Infine, domenica 23 gennaio alle 18.30 all’Auditorium San Domenico di Foligno spazio a “Totò oltre la maschera”, recital dedicato ad Antonio De Curtis con Alessandro Preziosi accompagnato sul palco dalla chitarra di Daniele Bonaviri.
Il 15 aprile 1967 scompariva un attore senza eguali, capace di dare voce con la sua straordinaria “rivoluzione del linguaggio”, con le sue smorfie e i suoi lazzi verbali all’Italia del Dopoguerra. A oltre cinquant’anni dalla sua morte, Antonio de Curtis – più romanticamente Totò – non ha mai smesso di farci sentire la sua presenza. Non lo ha fatto la sua maschera, emblema sorridente e triste del sottoproletariato urbano in un’Italia schiacciata ma viva, e non lo ha fatto l’uomo, nostalgico e fragile, che con quella maschera sembrava avere poco o niente a che fare.
La lettura, tra lettere, interviste, frammenti, musica e poesia, ripercorre la carriera dell’attore partendo idealmente dal suo rapporto con il teatro che, con apparente paradosso meglio di altro, può servire come chiave per mettere a nudo l’uomo oltre la maschera dell’interprete. Perché sono esistiti un Totò e un Antonio De Curtis. E per entrambi non si può che avere, parafrasando una sua canzone, “soltanto una parola: amore e niente più”.

PER ACCEDERE IN TEATRO

Sono necessari super green pass e mascherina ffp2. Si può prenotare telefonicamente al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222 tutti i giorni feriali dalle 16.00 alle 20.00.

Tornerà attivo il collegamento ferroviario mattutino Orte – Terni con fermata a Narni

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