Ciak, si parte: ecco il Progetto Terni, per dare scacco alla crisi degli ultimi anni in 5 mosse

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Da H come idrogeno a O come Ospedali a BCN per trasformare la chimica da palla al piede a opportunità di sviluppo. Ma c’è anche C come collegamenti e A come Arvedi. I piani e le scelte di Tesei e l’obbligo di accelerare per Latini

di Marco Brunacci

PERUGIA – È delineato il Progetto Terni, in cinque mosse lo scacco alla crisi di anni.. E stavolta forse è davvero la volta buona. Perchè è anche un modo per trainare tutta l’Umbria, intorno a un polo industriale che ha le carte in regola per diventare laboratorio per il centro Italia.

La Regione ci ha puntato (con i piani Tesei) e il Comune ha progettato (con Latini). Ecco, allora, mossa per mossa. 
Anticipando quel che resta da fare, che è poi questo: rendere operativa più velocemente possibile (d’accordo sindaco Latini?) la nuova strategia in ogni aspetto e mostrarla credibile per attrarre i territori limitrofi delle regioni confinanti. 
1.H COME IDROGENO
Non più esperimenti da apprendisti stregoni, ma progetti definiti e pronti per partire o già quasi decollati. Finanziamenti in calce e nessun impedimento che non siano burocrazie borboniche e tempi tecnici da latte alle ginocchia. 
C’è una centrale all’idrogeno che è cosa fatta, servirà alla ferrovia, quella antistorica ex Fcu, che oggi invece partendo da Sansepolcro arriverà a Sulmona (con Terni che diventa snodo centrale). Farà da incubatore alla mobilità alternativa in città, dai mezzi pubblici alle auto private (quando sarà il momento, non lontano). 
Non è roba da fumetti, tutto nero su bianco. E da quando Tesei ha deciso di dare un taglio a discussioni e sofismi sta per diventare realtà anche l’altra centrale, quella che darà energia alla nuova Ast. Sarà la centrale a idrogeno più grande d’Italia e sarà costruita in tempi ragionevoli (due anni?), anche perchè qui si attende un cofinanziamento da parte dei privati e il business mal tollera lungaggini.
2.A COME ARVEDI
L’Ast è del Gruppo Arvedi, che è quello che deve far decollare l’acciaio italiano del futuro prossimo. I progetti sono di sviluppo e innovazione. Tornerà il Magnetico. Si organizzerà l’impresa per far tornare una redditività diversa dal passato, o almeno questo pare di capire dalle prime mosse degli Arvedi  Ma se non ci sarà certo un boom di occupazione diretta, da qui passa nuova ricchezza per Terni, con un indotto che già riprende fiato e più correrà.
C’è poi un ruolo, al quale ha chiaramente fatto riferimento il ministro Giorgetti, per un  ruolo determinante del Gruppo Arvedi e quindi per l’Ast, nel progetto complessivo di Acciaio Italia. Piombino non è lontano dall’entrare in rete. Per il resto si vedrà tra qualche mese.
3.O COME OSPEDALI
Parte Narni-Amelia, che sarà uno spin off dell’ospedale di Terni, 85 milioni per farlo nuovo di zecca con una mission nella riabilitazione. E’ la rondine che annuncia la primavera del nuovo ospedale di Terni. Deciso, si fa. Quanti soldi servono? 600-700 milioni non meno, forse  di più. Per 600-700 posti letto in un centro di molte eccellenze, tecnologie d’avanguardia e ospitalità all’altezza. Un presidio di frontiera per attrarre pazienti da fuori e comunque per non lasciar partire quelli umbri. E questo si chiama lotta alla “mobilità passiva” che sottrae soldi alla sanità regionale. 
Il nuovo ospedale di Terni si farà nello stesso sito di quello vecchio. E’ rilevante perché la gente avrà modo di vedere i primi padiglioni nascere da qui a poco tempo. Per terminarlo invece ci vorranno anni. Ma la comunicazione per immagini è fondamentale a creare fiducia.
4.C COME COLLEGAMENTI
Terni stazione di riferimento nell’alta velocità che punta ad Ancona, Terni a un passo da Orte fermata designate per il Frecciarossa che vola al Nord. E Terni a un passo dall’avere uno sbocco al mare (con la strada che termina a Civitavecchia). Già gli Arvedi hanno cominciato a mettere fretta a chi non si sbriga a realizzare gli ultimi chilometri e stavolta se non è domani sarà dopodomani.
5.BCN COME BASTIOLI-CHIMICA-NOVAMONT
Ci sono 130 milioni di progetto-bandiera dI Tesei per far diventare green la produzione chimica umbra sui resti di quelle che sono state le materie plastiche. All’intraprendenza di Katia Bastioli il compito di farli diventare motore di nuovo sviluppo dove si è parlato per decenni solo di crisi e ancora crisi (mentre forse dalle parti di Treofan di crisi si continuerà a parlare).
Se a questo si aggiungono le decine di milioni stanziati per la rigenerazione urbana e le nuove scuole della città, ma anche la legge sulla decarbonizzazione (che potrebbe portare altri denari sonanti in città se non se li mangia tutti Taranto) ecco che il quadro si fa completo.
Pure con una spruzzata di Umbria Jazz (che a Terni torna) e un grande evento pronto per essere varato. Serve altro per dire che qui ci stanno le premesse per una svolta?

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