HIFU contro la lombalgia cronica, il Santa Maria di Terni tra i primi centri italiani

Nuova terapia per la sindrome faccettale lombare: la termoablazione con ultrasuoni ad alta intensità permette di intervenire senza incisioni né aghi

Un nuovo passo avanti nella cura del dolore cronico arriva dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, dove sono stati eseguiti i primi trattamenti di termoablazione con ultrasuoni ad alta intensità, la tecnologia HIFU (High Intensity Focused Ultrasound), per la sindrome faccettale lombare, una delle cause più frequenti della lombalgia cronica. Con questa nuova metodica, il Santa Maria entra nel ristretto gruppo di ospedali italiani in grado di offrire questo trattamento, finora disponibile soprattutto in grandi centri universitari come il Sant’Andrea di Roma e il Federico II di Napoli. La procedura è stata eseguita dalla Struttura Semplice di Medicina del Dolore, diretta dal dottor Andrea Sanapo, all’interno del Servizio di Anestesia e Rianimazione guidato dalla dottoressa Rita Commissari.

L’HIFU utilizza fasci di ultrasuoni focalizzati che generano calore in profondità, consentendo di intervenire in maniera selettiva sulle strutture nervose che trasmettono il dolore proveniente dalle articolazioni faccettali della colonna vertebrale. Il trattamento non richiede incisioni chirurgiche né l’utilizzo di aghi e viene effettuato in day hospital, con tempi di recupero particolarmente rapidi. Particolarmente significativo il primo caso trattato a Terni, relativo a una paziente portatrice di pacemaker. La presenza del dispositivo rende infatti controindicata la tradizionale termoablazione con radiofrequenza, che utilizza corrente elettrica trasmessa attraverso un ago. L’HIFU ha permesso invece di offrire una possibilità terapeutica a una paziente affetta da una condizione fortemente invalidante e con poche alternative a disposizione.

L’introduzione della nuova tecnologia si inserisce in un più ampio percorso di crescita della Medicina del Dolore del Santa Maria, che negli ultimi anni ha sviluppato e introdotto diverse tecniche avanzate. Tra queste figurano l’Epidurolisi, la Radiofrequenza centrale, la Neurolisi con etanolo al 95% e terapie rigenerative con cellule mesenchimali e vasculo-stromali. L’obiettivo è ampliare ulteriormente le possibilità di trattamento per i pazienti con dolore cronico e, allo stesso tempo, ridurre la necessità per i cittadini umbri di rivolgersi a strutture fuori regione.

«La disponibilità della tecnologia HIFU al Santa Maria rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione e miglioramento dell’assistenza che la nostra Azienda sta portando avanti», sottolinea il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, Andrea Casciari. «Essere tra i primi ospedali in Italia ad adottare questa metodica conferma il valore delle competenze presenti nella nostra struttura e la capacità di investire in tecnologie avanzate. Il risultato più importante è poter offrire ai cittadini nuove opportunità di cura, riducendo la necessità di rivolgersi a centri fuori regione e rafforzando il ruolo del Santa Maria come punto di riferimento per la terapia del dolore».

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