di Marco Brunacci
PERUGIA – Tre giorni che possono cambiare il piccolo mondo umbro (o lasciarlo come sta).
Che capita? Donatella Tesei parte per Terni (e questo è il giovedì), racconta le cose che farà (tante), e insieme al sindaco Latini ascolta gli operatori economici, le associazioni, i sindacati. Non ha grandissime novità da annunciare ma conferma un piano di opere che potrebbe fare davvero di Terni un polo industriale per l’intero centro Italia. E fin qui ci siamo.
Ma Tesei ci arriva tirata a lucido dopo i ritocchi alla comunicazione che hanno avuto successo: è tornata sul web e i suoi post funzionano, se dai un orecchio ai sondaggi il centrodestra si conferma in testa e qualche crepa di tempo fa, ora, sembra sanata, ma lei soprattutto continua a vivere di luce propria, indipendemente dai partiti.
Altro aspetto di rilievo: Tesei inizia con questo viaggio una mission nei territori che coinvolgerà anche Foligno e Città di Castello e altri ancora. Visto che dalla sanità tutti si lamentano che non vengono ascoltati, ecco un’inversione di rotta fatta direttamente dalla presidente e che potrebbe portare dei vantaggi.
Sicuramente porterà più grane a lei, ma questo è il suo destino: deve togliere le castagne dal fuoco sue e di tanti altri. Buon lavoro.
Ma ecco che arriva venerdì. In un luogo top secret (anche perché nessuno va a cercarselo), hinterland perugino, di prima mattina, si radunano gli alti esponenti della maggioranza di governo in Umbria non più per fare una verifica di maggioranza (che c’è, è viva e solida, si sono detti già i segretari dei partiti guida e ci mancherebbe visto che, se si dividono, vanno a picco come dimostrato nelle ultime comunali), bensì una “verifica del programma di governo”.
Che è un modo neanche troppo sofisticato per rispondere alla seguente domanda (magari entro le ore 17 della sera di venerdì): entrerà in giunta regionale un esponente (o un tecnico di area ma con chiara fama, alla Caforio) di Fratelli d’Italia? E se ci sarà un bel no di Tesei – secondo quasi tutte le previsioni – i Fratelli d’Italia (che stanno sorreggendo nei numeri dei sondaggi la maggioranza di centrodestra in Umbria) le comunicheranno ufficialmente che non intendono ricandidarla a fine legislatura?
Da qui altre domande.
Tesei deciderà di sacrificarsi sull’altare di tutti gli assessori che ha scelto, incluso quello che in questo momento appare il più gracile ad onta delle apparenze (Michele Fioroni)?
O d’altra parte a FdI, alla fine, basterà l’assicurazione che sarà suo il candidato sindaco a Perugia al posto di Romizi?
Interverrà nella contesa anche Giorgio Meloni o finirà con l’andare in scena il più rappresentato – specialmente in Umbria – lavoro di grande drammaturgo inglese: “Tanto rumore per nulla”?
Dopo venerdì, week end di riflessione, per giungere al terzo giorno cruciale, il lunedì. E’ atteso a Perugia il presidente della Toscana in visita a Tesei. Dopo Acquaroli e Marsilio (comunque di centrodestra), arriva un Pd doc come Giani. Con Tesei il rapporto è più che buono (dai tempi della grana risolta in tempi record su Sansepolcro), sarà perchè Giani non vede l’ora di parlare con una leghista che non sia la Susanna Ceccardi e anche Tesei, nel suo piccolo, preferisce altri interlocutori a Tommaso Bori.
Il rapporto è buono ma qui il tema è scottante: si tratta di dare un nome al luogo dove verrà realizzata la stazione della Media Etruria per consentire di avere collegamenti di alta velocità all’Umbria nord. Il posto giusto per l’Umbria – lo ricordava Umbria7 parlando con l’assessore al ramo, Enrico Melasecche – è Farneta, appena dopo l’uscita della quattro corsie.
Magari Giani sarà così contento di non avere di fronte la Ceccardi che dirà di sì alla Tesei. Ma certo non è un passaggio facile, perchè ci sono grandi pressioni toscane per altri comuni. Ma qui è chiara una cosa: se non è Farneta l’interesse dell’Umbria per il progetto si riduce di molto. Fino a zero.
Eccoli tre giorni su cui val la pena informarsi.


