NARNI (Terni) – Si terrà sabato 30 aprile alle 18 al teatro Giuseppe Manini di Narni, nell’ambito della Corsa all’anello, “La Rinascita dopo la peste” conferenza che vedrà protagonisti tre ospiti d’eccezione:
Amedeo Feniello, Maria Giuseppina Muzzarelli e Federico Fioravanti. Un tema perfettamente in linea con lo spirito della rievocazione storica del borgo, in scena fino al prossimo 8 maggio: la rinascita dopo il covid rimanda al periodo medievale durante cui tutto rinacque a nuovo splendore dopo la peste nera del 1348.
Amedeo Feniello parlerà di “Le distruzioni creatrici”, attraverso il suo libro “Demoni, venti e draghi. Come l’uomo ha imparato a vincere catastrofi e cataclismi”. Nel 1300 il mondo venne attraversato da una serie di eventi naturali drammatici e devastanti: pestilenze, inondazioni, piccole glaciazioni, carestie. Eppure le tre grandi civiltà del tempo, quella europea, quella islamica e quella cinese, seppero costruire dei veri e propri “paesaggi adattativi”, nuove forme di organizzazione sociale, politica ed economica che lanciarono il mondo verso una fase nuova, per affrontare le sfide del momento. Una lezione, affascinante, che viene dal passato e che ha molto da insegnare oggi.
Maria Giuseppina Muzzarelli parlerà di “La ricerca della bellezza” attraverso il suo libro, di prossima uscita “Andar per le vie italiane della seta”. Quella della seta, in Italia, è una storia di ideazioni e di sperimentazioni, dove si uniscono naturalità, capacità tecnica, sacrificio e gusto per la bellezza: il cuore del “made in Italy”. L’itinerario lungo le vie italiane della seta parte dal Meridione dove la seta arrivò da Bisanzio, a sua volta giuntavi dalla Cina. Dobbiamo ai Bizantini l’avvio della coltivazione del gelso e l’allevamento del baco in Calabria, attorno all’anno Mille, e agli Arabi la tessitura serica in Sicilia, attestata nel XII secolo. L’arte della seta approdò poco dopo a Lucca, dove nel tempo conversero abili filatori e tessitori e da cui altrettanti ne partirono, ingaggiati da altre città attratte dalla produzione di un bene tanto prezioso quanto ben remunerato. Broccati, velluti, veli ornarono corti e residenze d’Europa, facendo della produzione serica italiana un’eccellenza.
A dialogare con i professori sarà Federico Fioravanti, ideatore e direttore del festival del Medioevo di Gubbio.
UNO SGUARDO AL PROGRAMMA DI QUESTI GIORNI
Sabato 30 aprile alle 21.30 in vicolo dei Capretti, via dei Lavatoi, via Cocceio Nerva e al sagrato della chiesa di Santa Margherita prenderà il via la giornata medievale del terziere Mezule “De Contemptis”, emarginati, esclusi perseguitati.
Domenica primo maggio alle 11 in piazza Ivo Germani ci sarà il battesimo del terziere Santa Maria; alle 16.30 in vicolo del Teatro e piazza San Francesco si terrà la giornata medievale del terziere Fraporta “Un piccolo cero”; alle 18.30 in piazza dei Priori, via Mazzini, piazza XIII Giugno e piazza ivo Germani sarà la volta di “L’arte della guerra”, combattimenti scenici per le vie e le piazze del centro storico, spettacolo itinerante a cura della Compagnia della Fiera; alle 20.30 in piazza dei Priori ci sarà “Pro tutelanda salutis” di Andrea Mengaroni, spettacolo realizzato come prodotto finale del laboratorio teatrale “Il giullare dall’Insipiens all’Arlecchino”; Infine alle 21.45 in via Mazzini “Lieto danzar tra arti e mestieri”, spettacolo itinerante del Gruppo danza Walpurgis del terziere Santa Maria.


