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Giovani e lavoro: se ne è parlato alla sala dei Notari

Molti gli ospiti di prestigio che hanno partecipato al convegno

PERUGIA – “Giovani e lavoro: il futuro negato? La formazione professionale risponde”, questo il titolo dell’incontro promosso da Cnos-Fap Umbria e nazionale che ha preso il via alla sala dei Notari di Perugia venerdì primo aprile.

L’associazione, che opera a Perugia dal 1981, si ispira alle scuole di arti e mestieri create da Don Bosco a partire dall’800 e persegue finalità di formazione e di orientamento professionale corrispondendo prioritariamente alla domanda formativa delle fasce sociali giovanili più fragili, nonché svolgendo un servizio pubblico di promozione sociale, culturale e professionale.
Il convegno, aperto dai saluti istituzionali, è stato moderato da Filippo Pergola, psicoanalista e docente universitario, secondo cui «è necessario operare affinché i ragazzi trovino il loro giusto posto nel sociale e nel mondo del lavoro secondo un concetto di economia “win-win”, ossia nella quale le parti coinvolte soddisfano i rispettivi interessi».

Giovani e lavoro: il futuro negato

Sul palco l’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni, che, nell’avviare alcune riflessioni sul tema della formazione professionale, ha spiegato che il lavoro è la principale forma di dignità dell’uomo, perché senza di esso non può esserci né felicità né libertà. La formazione professionale, purtroppo, in Italia non è sempre stata trattata con dignità, con la conseguenza che oggi le imprese non riescono, in molti casi, a trovare le competenze necessarie. Manca, inoltre, una cultura della formazione, spesso considerata tema di serie B, così come occorre impegnarsi affinché il mercato del lavoro sia sempre più inclusivo. Dunque, per Fioroni, si apre oggi una grande sfida: «dare ai giovani una motivazione per il futuro, puntando su una formazione basata sul sistema duale e sulle categorizzazioni».
In rappresentanza dell’amministrazione comunale di Perugia è stato l’assessore al personale ed alla sicurezza Luca Merli a portare i saluti dell’Ente. Merli ha ricordato come nella giornata del primo aprile termina formalmente lo stato di emergenza sanitaria dopo due anni difficili che hanno cambiato le abitudini degli italiani e penalizzato tutti i cittadini ed, in particolare, due categorie: mondo del lavoro e mondo giovanile. «Ora – ha detto – domanda ed offerta devono cominciare a ritrovarsi visto che per così tanto tempo si sono arenate». Per far sì che ciò avvenga, secondo Merli, è necessario operare scelte di sostegno alle aziende, perché il lavoro, oggi, è soprattutto impresa. L’assessore ha voluto citare l’art. 36 della Costituzione (“il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa) ritenendo che in esso sia espresso un concetto supremo, oggi troppo spesso inapplicato: «Abbiamo quindi l’obbligo di rimettere in moto questo mondo, motivando i nostri ragazzi. In un momento come quello che stiamo vivendo dobbiamo offrire delle soluzioni ai nostri giovani, partendo proprio dalla formazione. Infatti scoprendo cose nuove rispetto al percorso di studio completato, i ragazzi possono ritrovare la voglia di ricominciare, mettendo a disposizione degli imprenditori conoscenze innovative».

Giovani e lavoro: il futuro negato

L’ultimo saluto è stato di sua eminenza il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che, dopo aver ricordato la sua pluridecennale attività di educazione dei giovani, ha spiegato che in questo momento così difficile occorre modificare i nostri rapporti, facendo sì che la tenerezza predomini sull’arroganza. Alla domanda posta dal convegno “Futuro negato?”, secondo il Cardinale occorre rispondere in maniera autentica mettendo in pratica le buone intenzioni, trattandosi di una priorità assoluta; l’obiettivo finale deve essere di ridare dignità ai giovani attraverso il lavoro. No dunque alla retorica, perché serve concretezza di fronte ai dati preoccupanti della disoccupazione e della migrazione dei cervelli verso l’estero.
Tanti gli ospiti di prestigio che hanno relazionato durante il convegno, tra cui Eugenio Gotti, esperto di politiche del lavoro e formazione, Arduino Salatin, esperto di processi formativi, Roberto Palazzetti presidente Sul, Vincenzo Briziarelli, presidente Confindustria Umbria, Vasco Gargaglia, Dg di Confcommercio Umbria, Roberto Giannangeli, Dr di Cna Umbria, Paola Nicastro direttore di Arpal Umbria, Dario Nicoli esperto di processi formativi, il professor Giulio Salerno dell’Università di Macerata.
Non sono mancate le testimonianze di due ex allievi: Paolo Tiacci e Paolo Galletti.
A chiudere i lavori è stato il direttore generale di Cnos-Fap don Fabrizio Bonalume, che ha spiegato come «a partire dall’esperienza di Don Bosco, la formazione professionale salesiana si sente particolarmente coinvolta in una sfida che va oltre il semplice dato economico, ma che riguarda l’impresa della costituzione di una comunità che tenga insieme il tessuto imprenditoriale e lavorativo di un territorio con i talenti ed i sogni dei giovani che quella terra abitano».

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