La lunga marcia per il sindaco di Terni, il Pd prova con Corradi, grandi manovre di FdI. Elezioni parlamentari, ecco le riconferme

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | New entry tra i papabili del centrosinistra, mentre resta in corsa il solo professor Croce. I nuovi rapporti con la Grande Fabbrica. Per le elezioni politiche inizia il grande giro di valzer intorno ai 9 posti da conquistare

di Marco Brunacci

TERNI – Uno sguardo verso le prossime elezioni. Con novità. La corsa per sindaco di Terni torna ad essere movimentata. La new entry del centrosinistra si chiama Sandro Corradi, ex assessore ai lavori pubblici della giunta Di Girolamo. Ha il vantaggio di essere tra i sacerdoti dell’ancien regime. Ma certo non ha molto appeal al centro. Semmai andrebbe costruito. Resta invece in campo la candidatura del professor Croce che invece è buona per il centro ma non considerata capace di aggregare un seguito importante, neanche a sinistra. La caccia al candidato giusto quindi continua. Tenendo presente che l’establishment del Pd torna a guardare al mondo economico che più viene considerato vicino al proprio progetto politico.

Ma si torna a prendere in considerazione – questa è una novità per l’ultimo periodo – anche alla Grande Fabbrica, l’Ast, tornata al centro del palcoscenico ternano come protagonista per l’economia e per gli equilibri del futuro. In diversi, nel Pd, starebbero provando a tessere nuovi rapporti.
Dall’altra parte: nel centrodestra si comincia a considerare possibile una candidatura alternativa al sindaco uscente Latini, anche se al momento in tanti erigono barriere difensive.
I movimenti più importanti vengono segnalati sul lato di Fratelli d’Italia, che è il partito in grande crescita (crescita al momento, nei sondaggi, quindi ovviamente da dimostrare). C’è chi dice che potrebbero provare a proporre un candidato di bandiera. Magari è solo fumisteria preelettorale. Di sicuro però le sole voci dicono come e quanto FdI intenda farsi spazio anche nell’Umbria sud.
Tenendo presente che le elezioni amministrative di giugno a nessuno danno un brivido (centrodestra favoritissimo a Todi, centrosinistra nella stessa situazione a Narni), ecco che si inizia a ragionare sulle candidature per il Parlamento. In questo momento si torna a parlare di marzo come traguardo, ma ottobre resta una possibilità.
Ormai sembra tramontata l’idea di cambiare la legge elettorale. Quindi, ricapitolando: l’Umbria assegnerà un solo collegio al Senato, in maniera diretta. E due alla Camera. Al Senato, con i numeri attuali, dovrebbe prevalere il centrodestra (ragionevolmente con Zaffini). Poi si assegnano due posti col proporzionale. Uno toccherebbe, ragionevolmente, al Pd, il secondo tra Lega e FdI.
Ora la Camera: due collegi diretti e 4 posti col proporzionale. I due diretti – se si confermano i sondaggi di oggi – dovrebbero essere del centrodestra (ma non si sa mai). Toccherebbeo a Caparvi (Lega) e a Nevi (Fi). Se il trend si confermerà, il centrosinistra potrebbe finire per candidare nei due collegi un grillino (Gallinella?) e un candidato di alleato minore (Ginetti?).
Molto complicato fare previsioni sul proporzionale per i restanti 4 posti, perchè qui entra in gioco il riparto nazionale. Conta il risultato umbro dei vari partiti ma anche quello del resto d’Italia. Sicuri di riconferma nel Pd, tra Camera e Senato, Ascani e ormai anche Verini (tesoriere nazionale, quindi inamovibile, e che, a quel che dicono, vorrebbe tornare in Umbria). Un altro posto del centrosinistra, ma alla Camera, dovrebbe andare ad Azione (raccontano di una intesa di massima che prevede 5 posti in Italia per il partito di Calenda, quindi non sarà facile l’ascesa di Leonelli, piuttosto si pensa a una candidatura nazionale).
La Lega punta anche su Marchetti (ma la Alessandrini?). FdI, con Prisco che va nelle Marche, è pronto a far spazio a Squarta. I Cinquestelle, nel quadro degli accordi nazionali, potrebbero avere un candidato umbro.
Ma da qui a marzo prossimo tanta acqua è destinata a scorrere sotto i ponti. E U7 seguirà per voi tutti i vari passaggi.

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