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Sanità, Usca: per l’assistenza fino a fine anno si muove il Parlamento. «L’Umbria a che punto è?»

Bori: «Gli umbri hanno diritto a una risposta»

PERUGIA – «Le Usca, ovvero le Unità speciali di continuità assistenziale, varate per la gestione della pandemia, restino operative fino al 31 dicembre».

A chiederlo è il segretario del Partito democratico dell’Umbria, Tommaso Bori, che si esprime a sostegno dell’emendamento all’attenzione del Parlamento nel corso dei lavori d’aula di questa settimana, firmato dai parlamentari dem Siani, De Filippo, Carnevali, Rizzo Nervo, Lepri, Pini e Ianaro.
«Il decreto legge ora in conversione in Parlamento – spiega Bori – prevede la proroga delle Usca fino al 30 giugno 2022, per poi lasciar spazio alle Uca, le unità di continuità assistenziale. Alla luce del grande sforzo compiuto dal sistema sanitario nazionale per far fronte all’emergenza pandemica, ma anche considerando il fatto che la preparazione e l’attivazione delle Uca è un processo lungo e che va ponderato con attenzione, riteniamo dunque fondamentale la proroga delle Usca fino alla fine del 2022, con l’accompagnamento delle nascenti Uca. Il tutto per avere in mano un sistema in grado di gestire senza sforzi anche eventuali eventuali nuove ondate di Covid autunnali». «In questo contesto – continua Bori – la domanda che ci poniamo è capire l’Umbria come si stia muovendo a livello nazionale, a che punto sia sulla preparazione delle Uca e se questa situazione di cambiamento sia stata prevista o meno nel nuovo piano sanitario regionale. Domande legittime, per le quali gli umbri hanno diritto di avere una risposta».

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