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L’aeroporto decolla con i 12 milioni della Regione e lascia a terra le ipocrisie dei Comuni di Assisi e Perugia. E punta sulla Germania

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il nuovo piano industriale apprezzato da tutti ma gli enti di Proietti e Romizi non mettono soldi (che arrivano invece anche da Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e Camera di commercio). Tesei in pressing su Sase per una nuova spinta ora che i 300mila passeggeri annui sono a un passo

Perugia, aeroporto San Francesco
di Marco Brunacci

PERUGIA – L’aeroporto decolla con un piano industriale triennale ambizioso, ma lascia a terra le ipocrisie di chi è “a favore ma non ha i soldi”, di chi lo ritiene un’opera fondamentale per il rilancio economico e turistico dell’Umbria, basta che siano altri a pagare il conto.

Le due ultime defezioni sono quelle dei Comuni sui quali poggia l’infrastruttura. Assisi (sindaco la candidata in pectore alla Regione Stefania Proietti) e Perugia (sindaco in scadenza Romizi).
Assisi, che più di tutti avrà benefici dell’effetto incoming del San Francesco, ha spiegato che il piano industriale (di cui ha già parlato Umbria7) è un gran bel piano, ha il voto favorevole dell’amministrazione, ma purtroppo i bisogni sono tali e tanti che non può metterci i soldi. Di più:l’amministrazione di Assisi si è proprio “dimenticata” 3 mesi fa di stanziare soldi per l’aeroporto e quindi è dispiaciuta, ma non potrà contribuire. E il bluff è servito.
Il Comune di Perugia ha addirittura votato contro al nuovo piano, ma solo per motivi – ha spiegato – “tecnici”, per dire che il suo bilancio è risanato e nel risanamento non c’è spazio per stanziamenti all’aeroporto. Perugia è riuscita anche a votare contro il piano. dopo aver fatto i complimenti per le scelte della Regione.
La premessa è importante, perchè mostra quanto sia accidentata la strada che porterà nei prossimi tre anni a far volare come si deve il San Francesco. E si capisce il tono pressante con il quale la presidente della Regione Donatella Tesei si è rivolta alla Sase, la società di gestione dell’aeroporto, chiamata a uno sforzo supplementare visto questo clima.
Tesei è stata molto esplicita: serve un hub in Germania, da subito, anche per la stagione invernale del 2022. Ogni rotta conquistata significa un’occasione di sviluppo per l’Umbria e quindi Sase deve operare con rapidità e determinazione. Quindi più marketing nelle capitali di destinazione, avendo in mente il pareggio di bilancio. Ma questo a fronte di un impegno economico della Regione di 12 milioni in 3 anni. Quindi dando tutto quello che serve all’infrastruttura, grazie anche al milione all’anno che si è impegnata a mettere la Fondazione Cassa di risparmio di Perugia (ormai le Fondazioni sono determinanti nelle opere di sviluppo) e la quota sottoscritta dalla Camera di commercio, principale socio di minoranza, che consente di fare a meno dei Comuni.
Una considerazione però rasserena: i 300mila passeggeri annui sono un obiettivo da considerarsi a un passo con le attuali 16 rotte di cui 11 internazionali già realizzate. Un passo ancora e si possono iniziare a intravedere i 500mila che al momento sono un sogno per il futuro ma che possono diventare obiettivo concreto se ci si crede e si lavora, ventre a terra, come giusto che sia nel contesto di una infrastruttura così fondamentale per l’economia regionale.

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