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Benvenuti a Terni, capitale della segnaletica che “inganna”

Mancano i preavvisi della Ztl. Il turista viola il codice della strada senza accorgersene. E non torna volentieri. LE FOTO

e.p.

TERNI – «Benvenuti a Terni, città della segnaletica farlocca». Per chi viene dalla capitale e prende l’uscita Ovest, non è poi così complicato raggiungere palazzo Spada, sede del Comune. Inserire il navigatore rende comunque il percorso più “sicuro”, perché se per errore si svolta su via Leopardi, in direzione centro, ci si ritrova all’interno della Ztl senza accorgersene.

Il segnale di divieto di accesso, infatti, sta in prossimità del varco ( sul lato sinistro della strada) e spesso è coperto da furgoni in sosta selvaggia. Così, chi viene da fuori città si trova inevitabilmente in una situazione di violazione del codice della strada e se va bene, con una retromarcia, risolve il problema, altrimenti paga la multa. «Avendone prese due in un giorno solo, dubito che tornerò a Terni in auto». Salvatore G., lavora per una multinazionale e va spesso in Umbria con la macchina aziendale. «La prossima volta, però, a Terni ci andrò in treno». È perplesso: «In nessuna altra città d’Italia mi è successo di ritrovarmi all’interno della zona a traffico limitato senza rendermene conto».
Ma è vero: da nessuna parte, a Terni, c’è una segnaletica di preavviso. «In più, a Terni, quella a ridosso delle telecamere, non è visibile e questo è in contraddizione con quanto riportato dal regolamento di esecuzione del Codice della strada, all’articolo 79 – segnala Salvatore -. Non sono un tecnico ma sono talmente dispiaciuto di aver preso quelle multe, che mi sono informato presso i vigili urbani della mia città». Chi non è del posto, infatti, si trova ad infrangere le regole. Anche chi vuole vedere dall’auto la Fontana dello Zodiaco, da piazza Tacito finisce spesso in via Primo Maggio (senso unico di marcia), dove i varchi sono accesi e il cartello non viene percepito dagli automobilisti perché coperto dalla vegetazione.

Ma non c’è solo il centro: ci sono le mete turistiche, che non sono segnalate correttamente. Per visitare la Cascata delle Marmore deve essere chiaro ai chi arriva da altre regioni, che il salto si vede dal Belvedere inferiore ed è inutile andare in direzione Piediluco, al Belvedere superiore. Se, una volta arrivati in piazzale Byron, si pensa di trovare indicazioni per il Duomo, l’Anfiteatro Romano o il sito archeologico di Carsulae, ci si sbaglia. Perché un cartello grosso così, alla Cascata, fornisce indicazioni solo per Collestatte piano. Se i turisti restano “folgorati” da tanta confusione, i ternani ci sono abituati. Da sempre sulla E45 un cartello mette sullo stesso piano San Gemini con la frazione di San Bartolomeo (22 abitanti). Più avanti, se non ci si ricorda di svoltare in direzione Orte, si può comunque raggiungere Terni immettendosi nella “zona industriale” ma non viene indicata quale ( se Maratta, Sabbioni o San Carlo).
Sebbene per alcuni tratti il Comune ha previsto di procedere alle operazioni di manutenzione della segnaletica orizzontale, non è stato preso in considerazione il posizionamento di nuovi cartelli, tantomeno l’installazione di pannelli di “preavviso” dei varchi di accesso alla Ztl.

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