Ospedale di Terni
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Indiscreto/2. Pd Terni, dalla “cellula sanitaria” freccette su Chiarelli e Ascani, botte alla Regione, ma quanti timori per la “calata” degli universitari

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Da base e simpatizzanti “dem” forti critiche sui manager scelti dal centrodestra, sul Piano smaltimento delle prestazioni arretrate e sul Piano socio sanitario. Ma soprattutto assessore e giunta regionale accusati di debolezza nella trattativa con l’Ateneo, che può cambiare equilibri nell’ospedale ternano. Che faranno ora i dirigenti Pd?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nel secolo scorso magari l’avrebbero chiamata la riunione della cellula sanitaria, adesso è solo per dire che si sono trovati, radunati dal Pd di Terni, sanitari e operatori della città.
La riunione è molto interessante da riportare, usando indiscrezioni, tam tam, voci, perché la ricostruzione getta un fascio di luce su una delle questioni aperte e più scottanti della realtà ternana attuale.

Quindi, pronti a mettere insieme osservazioni, attacchi, timori, in alcuni punti salienti.
1.l’ala sinistra dello schieramento sanitario ternano, fino a non molti mesi fa, decisiva per ogni scelta ed equilibrio, oggi si trova a fare i conti con la Regione di centrodestra e i manager che ha indicato. Risultato: pioggia di (metaforiche) freccette sui ritratti (metaforici) non solo del dg Chiarelli ma anche della ds Ascani. Ma questo era perfino scontato, visto il basso livello di popolarità del management ternano non solo a sinistra.
2.ma la tesi più interessante tra quelle sostenute è al punto due:  assessore regionale alla sanità e giunta tutta – è stato sostenuto – non toccano palla quando devono decidere del futuro della sanità insieme con l’Università. E consentono anzi a Rettore e Ateneo di imporre il loro gioco a tutto campo, su piccole e grandi cose.
3.un corollario della tesi precedente: giù bastonate alla Regione, come ovvio, ma quanti timori per la “calata” degli universitari sull’ospedale ternano, finora non abituato, come quello perugino, alla convivenza (in anni passata turbolenta, ma neanche adesso totalmente pacificata) tra personale ospedaliero e personale universitario. Quanta evidente tensione quindi intorno alla nascente Azienda ospedaliero-universitaria.
4.meno sorprendenti i punti che seguono: la paura che il polo ternano diventi di serie B.
5.la critica pressante sul piano di smaltimento delle prestazioni arretrate causa Covid (e non solo) approntato dall’assessorato alla sanità, considerato generico e difficile da rendere efficace
6.la denuncia dei ritardi da parte della Regione nell’indicare gli obiettivi da perseguire
7.la urgenza di avere una bozza compiuta di piano socio sanitario che abbia un minimo di chiarezza e salvaguardi il territorio ternano
Conclusione: ai dirigenti del Pd presenti è stato affidato il compito di tallonare da presso la Regione sulla questione sanitaria. E, se fosse per metà più uno dei presenti, anche di salire subito sulle barricate. Certamente contro la Regione, il che sarà un piacere per i dirigenti Pd a tutti i livelli. Ma – problema – anche contro l’Università?

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