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Indiscreto/Quant’è difficile il cambio di passo in sanità. E su De Filippis e Convenzione si rischia di riaprire il conflitto con l’Università

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | I ritardi sugli incontri con i direttori generali e i pareri dissonanti sulla conferma del dg facente funzioni all’ospedale di Perugia. La situazione di Terni. Ma il vulnus è l’attacco mirato di Zaffini (FdI) sull’intesa Tesei-Oliviero. Con Coletto alla finestra

di Marco Brunacci

PERUGIA – Quant’è difficile il cambio di passo in sanità. Le indiscrezioni raccolte da Umbria7 dicono che la tensione al summit di maggio, a un certo punto, si tagliava col coltello. E non fosse stato perché Virginio Caparvi (Lega) ha abbandonato i panni del predicatore e indossato quelli del mediatore, non fosse stato per l’aurea serenità del principe del Romizishire, Andrea Romizi (Forza Italia) e per i corsi accelerati di diplomazia dello Zaffini fumante (FdI), sarebbe finita male. O almeno maluccio.
Cosa è successo?

Allora, risultati acquisiti: il cambio di passo per il momento è un passo di gambero, se è vero – così raccontano – che ancora a certi direttori generali della sanità umbra non è stato comunicato alcunché. La presidente Tesei si è però impegnata a incontrarli e concludere con loro un percorso. Sarà la volta buona?
La Giunta regionale per altro aveva soppesato già il lavoro di tutti e – secondo quello che si riteneva assodato – non intendeva confermare 4 su 5 dei direttori. Poteva però dare il via libera a cambi di ruolo. Stando alle ipotesi giornalistiche circolate si pensava a un Braganti schierato in una versione diversa (la Asl1?) o a un Chiarelli spostato alla direzione del sociale in Regione.
Sarebbe stata – così dicono certe fonti – motivo di polemica, in questo sfortunato summit di maggio, anche la legge varata dalla precedente amministrazione sugli elenchi dai quali la Giunta regionale dovrà attingere per le nomine di nuovi manager.
Ma il nuovo fronte che è ufficialmente aperto è quello che sembrava chiuso: il rapporto Regione-Università. A quanto dicono le indiscrezioni, gli accademici di Medicina stravederebbero per una conferma all’Ospedale di Perugia dell’attuale direttore sanitario De Filippis come direttore generale. Altri la penserebbero diversamente.
Ma magari fosse tutto qui. Zaffini (FdI), che è una vecchia volpe e stratega, non si sarebbe – sempre secondo voci e indiscrezioni – limitato a fare le sue legittime considerazioni sull’opportunità di avere un direttore generale esperto del ruolo all’Azienda ospedale più grande dell’Umbria, ma è arrivato – questo è verificato – con una ventina di pagine di osservazioni sulla Convenzione sanitaria Regione-Università, appena siglata dalla presidente Tesei e dal rettore Oliviero. Una sorta di attacco missilistico, molto mirato, sull’accordo, raccontano, con esplicita richiesta di modifica.
Va ricordato che l’Università deve dare parere vincolante per la nomina delle due Aziende ospedale umbre, Perugia e Terni (fosse anche la Guasticchi, come sostenevano fonti giornalistiche qualche tempo fa, o un nome nuovissimo per Terni). Quindi, a questo punto, ci potrebbero essere tutti gli elementi per un cocktail esplosivo.
Non siete convinti? Allora aggiungete un altro ingrediente: l’assessore alla sanità Coletto ha un rapporto difficile con l’Università, come testimoniano i due anni di trattative per arrivare a un’intesa, che ora potrebbe essere rimessa in discussione. Che poi dicano abbia attacchi di orticaria quando deve trattare con gli accademici, in assenza di verifica, è da considerare una fake news. Però, voi cosa pensate? Da che parte starà se si riapre il conflitto?

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