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Investimenti pubblici, guerra all’inflazione insieme alla Grande distribuzione, fare squadra con le imprese: la ricetta Tesei per superare la tempesta del 2022

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’Umbria viene da una ripresa economica importante per ricchezza prodotta e lavoro nel 2021, attestata da una ricerca Aur, ma ora si trova di fronte a inattesi venti di instabilità. La governatrice indica le contromisure per restare col Pil nella media nazionale e 3 punti sopra nell’occupazione

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’emergenza economia? C’è, non certo solo per l’Umbria, ma l’Umbria ha il vantaggio di partire da un 2021 con tante rose e (relativamente) poche spine. Come si fa a rendere meno amaro questo 2022 che è nato sotto il segno della guerra?

La base di intervento è una ricerca di Agenzia Umbria ricerche (Aur), che col suo Au, Campi, spiega che l’Agenzia è passata dal report annuale a quelli su periodi più brevi, per stare più vicino alla realtà che cambia e fotografarla per quel che si può.
Il risultato? E’ nelle conclusioni tirate dalla presidente della giunta regionale, Donatella Tesei, e che rappresentano la possibile via d’uscita da questa instabilità infinita alla quale ci hanno abituato gli eventi tragici di questi ultimi anni. 
Allora:
1.si parte – come attesta la ricerca Aur – da un 2021 che è stato sorprendente per la piccola Umbria. Sorprendente per la capacità di ridurre a poco sopra il 6% la disoccupazione, 3 punti meglio della media nazionale, e di raggiungere al 6,6% il Pil medio dell’Italia, riuscendo a essere prima tra le regioni del centro Italia e non  troppo sotto a quelle del nord.
2.dopo aver applaudito ai risultati del 2021, l’anno della resilienza e del ritorno per tanti versi ai livelli pre Covid, bisogna ora però prendere atto che arrivano nuovi venti di instabilità. economica. La piccola Umbria reagisce, ma deve farlo ovviamente insieme col resto del Paese, e quindi si farà sentire sui tavoli nazionali, per quel che può.
3.di suo la piccola Umbria ha intenzione di mettere in campo l’impegno a fare squadra con le imprese, cercando di aiutare dove si può e indicare strade di sviluppo.
4.il primo e più importante aiuto è rappresentato dagli investimenti possibili grazie ai fondi nazionali che stanno piovendo – “merito del nostro lavoro”, dice la presidente Tesei – in Umbria. 4 miliardi di investimenti delle Ferrovie dello Stato, 1 miliardo e 600 milioni del Pnrr già conquistati, l’azione delle società partecipate della Regione, non più costrette a occuparsi di come pareggiare il bilancio ma pronte per una missione di sostegno all’economia. L’esempio? Ater ha 300 milioni che destinerà all’edilizia abitativa in questi tre anni.
5.ancora: la Regione si farà sentire a tempo e fuor di tempo con le aziende della Grande distribuzione, i cui cervelli sono in Umbria, da Conad a Eurospin a Coop Centro Italia a A&O, perchè proseguano nel loro impegno – “lodevole”, dice Tesei – a contrastare quel mostro che è l’inflazione, evitando di scaricare gli aumenti dei prezzi sullo scontrino del consumatore.
6.chiedendo alle imprese di pagare un po’ di più tecnici, professionisti, operai. Che interesse ne hanno le imprese? Quello di tenere in Umbria i talenti che possono essere decisivi per il loro futuro, per migliorare la bassa produttività dell’Umbria nel contesto della già non alta produttività italiana e rendere quindi alla fine più attrattive le loro attività.
7.sulle questioni, riproposte dalla ricerca di Aur e che hanno una origine nella notte dei tempi della regione, la presidente conferma il suo impegno personale: l’inverno demografico va contrastato con ogni mezzo, dice Tesei, ed è sicuramente uno dei guai profondi dell’Umbria. Sulla questione dei laureati che non trovano lavoro all’altezza delle loro esigenze – la ricerca segnala un vero salto in alto del dato sulla disoccupazione intellettuale  – si impegna a un’azione comune con l’Università e le aziende. Facendo squadra si possono ottenere risultati. 
Infine sulla necessità .- evidenziata dall’Au Campi – di porre in essere un’azione comune con le regioni del Centro Italia rispetto a un sud super assistito e un nord che va veloce con le sue gambe, la presidente Tesei ha ricordato tutti gli impegni che ha preso e la moral suasion  messa in campo per convincere gli altri governatori del Centro Italia. Adesso sono tutti convinti, ha detto. 
Mettendo tutto questo insieme si può cercare di ottenere il risultato al quale Tesei ha detto di puntare: mantenere il Pil umbro nella media nazionale (un grande risultato rispetto al passato), quindi al 2,5% previsto per l’Italia, salvo altri guai, e restare in vantaggio sul resto d’Italia in quanto a tasso di occupazione. 
Questa è la strada che l’Umbria percorrerà per superare le tante insidie, nazionali e internazionali, di questo instabile 2022. Sperando che sia sufficiente.

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