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Problemi psicologici degli umbri: cresce la richiesta d’aiuto

Una convention a Perugia per fare il punto della situazione

PERUGIA – Ha preso il via al centro congressi Giò di Perugia “I bisogni psicologici degli umbri: i problemi e le risposte”, convention organizzata dall’Ordine degli psicologi dell’Umbria sull’aumento del disagio e dei disturbi nella popolazione, la crescita della richiesta di aiuto e la necessità di incrementare gli psicologi per dare risposte e fare fronte ad una rete pubblica ancora carente.

L’incontro è stato occasione per approfondire i dati diffusi dall’Ordine nei giorni e nelle settimane scorse. Gli spunti sono arrivati da una indagine condotta tramite l’Osservatorio per la salute psicologica e l’Istituto Piepoli. I dati hanno fatto emergere un quadro definito “allarmante”, con un malessere (agitazione, nervosismo, tristezza e depressione) in crescita rispetto al periodo precedente alla pandemia che ha reso più evidente il diffondersi dei disagi. Più fra le donne che fra gli uomini. Infatti il 49% di donne intervistate ha affermato di non aver riscontrato situazioni di disagio prima dell’avvento del covid-19. A livello generale, in tutte le fasce di età, la richiesta di aiuto è sensibilmente cresciuta anche se tanti, quasi il 50 per cento dei cittadini umbri ascoltati, ha affrontato il problema in famiglia senza aiuti esterni. Sono però sempre più i cittadini che chiedono la possibilità di affidarsi ad un professionista.

I bisogni psicologici degli umbri: i problemi e le risposte

«Gli umbri hanno diritto ad avere risposte adeguate. L’ordine – ha asserito il presidente regionale e nazionale David Lazzari – è impegnato a far comprendere alle istituzioni l’importanza della rete psicologica pubblica e ai cittadini che i problemi psicologici possono essere affrontati come altre. Il ruolo della psicologia è aiutare le persone a vivere meglio”.
Tornando all’analisi, è emerso che fra i tanti che hanno scelto di affidarsi ad un professionista, un considerevole numero si è dovuto indirizzare nel privato (15 per cento del campione): «Su 10 intervistati, 4 hanno cercato lo psicologo nel pubblico senza trovarlo – ha aggiunto Lazzari – La psicologia non è un lusso per pochi ma una necessità per molti».
L’analisi dei dati, durante il convegno approfonditi da Laura Beretta (segretaria dell’Ordine), ha riguardato tanti aspetti, anche quelli più critici come la percentuale in crescita (11%) di cittadini che soffre di attacchi di panico. Tanti altri aspetti sono stati affrontati poi nel corso di una giornata ricca che ha permesso di fare un quadro del panorama nazione e locale grazie alla mappa tracciata dai rappresentanti delle aziende sanitarie della regione. A coordinare i lavori Paola Angelucci (Ordine psicologi). Fra gli intervenuti anche l’assessore regionale alla Salute Luca Coletto e Camillo Giammartino (direzione salute Regione Umbria). L’assessore Coletto, intervenuto in collegamento, ha espresso la volontà della Regione di rinforzare la capacità di risposta del Ssr sul piano dei bisogni psicologici. Sia mediante un’adeguata organizzazione dei servizi di psicologia a livello aziendale che attraverso il potenziamento della psicologia nelle case di comunità.

I bisogni psicologici degli umbri: i problemi e le risposte

«La pandemia – ha detto Giammartino – ha aumentato in maniera importante il disagio psicologico che in realtà già c’era prima della pandemia. C’è una richiesta a tanti livelli, dalla scuola all’ambiente sanitario ai giovani in generale. Questi bisogni hanno necessità di una risposta che sicuramente impegna dal punto di vista numerico del personale ma anche sull’organizzazione dell’attività. Gli psicologi sono una figura trasversale che interviene in molti contesti».

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