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«Bandecchi nominato coordinatore nazionale di Alternativa popolare». Ma nessuno sa cosa vuol fare da grande il presidente della Ternana

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il presidente del partito Paolo Alli lo avrebbe designato con una lettera ufficiale. Ma non si chiarisce il suo ruolo, a partire da Terni. Vuol mettere pressione ai renitenti al suo progetto di stadio e clinica? Vuol trainare una sua lista alternativa, magari con Tagliavento leader?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ma che farà da grande Stefano Bandecchi? Adesso è il tema del dibattito politico umbro. Perché l’ultima notizia – riportata stavolta in maniera ufficiale da Italia Oggi, voce della finanza milanese – afferma che Paolo Alli, presidente di Alternativa popolare, un movimento che si riconosce nel Partito popolare europeo, ha messo nero su bianco la designazione del presidente della Ternana e fondatore dell’Università Nicolò Cusano, come coordinatore a livello nazionale del partito.

La lettera di designazione da parte di Alli chiederebbe a Bandecchi di perseguire «l’obiettivo comune», che è: «Costruire un progetto di ampia portata, destinato a mettere a disposizione dei cittadini italiani un’offerta politica realmente alternativa che, contro qualsiasi deriva popolulista, sia caratterizzata da capacità, dedizione, moderazione e spirito di servizio. Tutto questo in un momento nel quale le gravi crisi provocate prima dalla pandemia e ora dalla guerra in Ucraina chiamano tutti e ciascuno a impegnarsi maggiormente per il bene comune».
Fin qui le indiscrezioni che filtrano da Milano. Ora le considerazioni.
A Terni si vota tra un anno, Bandecchi in realtà – come suggerisce qualcuno – vuol solo mettere paura ai renitenti del centrodestra che non hanno sposato il suo progetto di stadio con clinica?
O invece davvero intende avere un ruolo di ago della bilancia, adesso che è chiaro come i partiti che hanno approfittato dell’ondata chiamata “populista” – definizione generica che non spiega bene – quindi il Movimento Cinque Stelle su tutti, ma anche la Lega nella sua versione al di sotto della “linea gotica” delle regioni del nord?
Come dire: sta sola scherzando, il presidente della Ternana, con l’intento di mettere pressione, o è a un passo dalla scendere in campo, personalmente o attraversi una lista sua che – una indiscrezione di Umbria di alcuni mesi fa – faccia magari riferimento al vicepresidente della Ternana ed ex arbitro, Paolo Tagliavento?
Meno probabile invece che un’iniziativa così abbia invece la finalità e scopo di raggruppare i più vicini alla linea Bandecchi della politica regionale e ternana (tutti pensano subito a Enrico Melasecche).
Fatto sta Bandecchi dimostra di avere intuito il nuovo scenario politico italiano, che è stato modificato in maniera importante dal voto delle amministrative (e da quello del referendum, che ha dimostrato come la Lega non abbia più un consenso tale da smuovere da sola masse popolari importanti).
Analizzando anche il voto umbro, pure con implicazioni molto locali, si possono cogliere degli spunti nuovi per il futuro. E non banali.
Ma questo sarà argomento di un prossimo “Spotlight”. Nel frattempo tutti a cercare di capire che intende davvero fare il presidente Bandecchi perché a Terni potrebbero cambiare da subito diverse cose in vista delle prossime elezioni comunali.

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