«Perugia, sulla sicurezza in Comune non ne hanno azzeccata una»

Dopo gli ultimi fatti di cronaca la consigliera Scoccia chiede più pattuglie della polizia locale

PERUGIA – Spaccate nella notte, risse, tentativi di furto, vandali che colpiscono bar, pizzerie e ristoranti nel cuore della città. Dopo gli ultimi episodi consumati tra venerdì e sabato in Corso Vannucci, nel centro storico di Perugia, quando sono state danneggiate le vetrine della boutique di abbigliamento Eleonora Bonucci e della gioielleria Bartoccini, la consigliera comunale Margherita Scoccia interviene con fermezza e chiede risposte concrete sul tema della sicurezza al sindaco.

«I perugini non possono vivere in questa situazione – dichiara l’esponente di Fratelli d’Italia -. Le recenti spaccate sono l’ultimo capitolo di una sequenza che nell’ultima settimana ha riempito le pagine dei giornali. Vetrine rotte da Corso Vannucci a via Cartolari, spaccio di maghrebini tra il Pincetto, i Tre Archi e via XIV Settembre, siringhe appese ai muri di Fontivegge, un ubriaco armato di bastone in piazza IV Novembre che poche sere fa ha sferrato colpi contro il portone del Duomo, due giovani che hanno scavalcato la recinzione e sono entrati nella Fontana Maggiore. Questi fatti sono, purtroppo, la realtà che vivono ogni giorno residenti, famiglie e commercianti».

Prosegue Scoccia: «Chi tiene aperta un’attività commerciale in centro storico lo fa con grande sacrificio. Trovare la vetrina in frantumi la mattina non è solo un danno economico: è uno schiaffo alla dignità di chi lavora e alla reputazione di una città che vive di turismo e attrattività. In questi due anni abbiamo assistito progressivamente alla cancellazione dell’assessorato alla sicurezza, al demansionamento del Nucleo decoro urbano a Fontivegge, alla rimozione del taser alla polizia locale, all’annullamento delle ordinanze contro l’accattonaggio molesto e contro la prostituzione. Insomma, abbiamo registrato azioni inadeguate del sindaco e del Consiglio sul versante della sicurezza».

Il problema – spiega Scoccia – non riguarda solo il centro storico: «Da Borgo Bello a Ferro di Cavallo, da San Sisto a Fontivegge, le segnalazioni si moltiplicano. Degrado, microcriminalità, vandali, spaccio, incuria, ogni giorno le persone sui social network e i quotidiani locali raccontano situazioni che avrebbero bisogno di essere gestite dal Comune. Si tratta di avere una strategia, qualcosa che questa amministrazione semplicemente non ha».

Scoccia chiede al sindaco un cambio di passo immediato: maggiore presenza della polizia locale necessaria a compensare l’ingravescenza dei fenomeni di microcriminalità raccontati dalle cronache e un’azione più incisiva da parte del sindaco all’interno del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

«Il Comune ha strumenti per fare tante cose diverse e migliori rispetto agli informatori civici impiegati solo qualche ora nel weekend. La sicurezza – conclude – è condizione imprescindibile di libertà. È il diritto di aprire il proprio negozio la mattina e trovarlo integro. È il diritto di camminare anche di notte per il centro senza paura. Abbiamo conosciuto la Perugia violenta, la nostra città non merita di tornare indietro».

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