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La Cgil fa la maestrina, Emilio Giacchetti il discolo

Il segretario Claudio Cipolla indica l’ospedale di Narni e Amelia come priorità. L’ex assessore di Di Girolamo non ci sta

TERNI – Alla Cgil di Terni piace indicare la strada maestra. D’altronde, nella Conca, le lezioni della Camera del lavoro sono state Vangelo per decenni.
Il segretario generale Claudio Cipolla irrompe nel dibattito sui nuovi ospedali della provincia di Terni con un post perentorio: «Edilizia sanitaria: prioritario in provincia di Terni costruire il nuovo ospedale di Narni-Amelia».
Ma Emilio Giacchetti, amministratore di Umbria Mobilità ed ex assessore della giunta Di Girolamo, non ci sta: « E quindi la Cgil, dopo l’espertize dimostrato anni fa in ambito farmaceutico, poi in materia di ballottaggio, oggi ci dice che l’ospedale di Narni Amelia è la priorità». Una coltellata con lama doppiamente affilata: Giacchetti ricorda la stagione nella quale (Di Girolamo sindaco) la Cgil si oppose con le mani e con i piedi alla cessione di FarmaciaTerni. Una vendita per ripianare i buchi in bilancio ed evitare il sanguinoso dissesto del Comune. La Cgil non volle la vendita, minacciando il ricorso al Tar, spalleggiata dall’allora capogruppo del Pd Andrea Cavicchioli.
Ancora, Giacchetti ricorda il ruolo della Cgil nel ballottaggio di tre anni fa tra il centrodestra e Stefano Bandecchi, quest’ultimo appunto appoggiato da pezzi della Cgil. Un feeling culminato nell’approdo in giunta del sindacalista rosso Sergio Cardinali.
Giacchetti sembra contestare soprattutto la priorità di Narni-Amelia. Non è un mistero che pezzi consistenti del Pd ternano pensano che non possano partire i cantieri del nocosomio di Narni-Amelia prima del nuovo Santa Maria. Ne andrebbe di mezzo il consenso nel capoluogo.
Alla stilettata di Giacchetti risponde il segretario della Fiom, Alessandro Rampiconi, che rivendica il ruolo politico e sociale della Cgil. Rampiconi sostiene che i voti della sinistra sociale non sono scontati ma vanno conquistati e considera le parole di Giacchetti come l’altra faccia delle accuse del centro destra. Più velenosa Lucia Rossi, dirigente storica della Cgil, che rivolgendosi a Giacchetti gli dice che in quanto a «espertize ci puoi insegnare molto».
Volano accuse dunque tra la sinistra della Cgil e quella di un certo Pd. Uno scontro emerso con forza nel secondo mandato di Leopoldo Di Girolamo. Quando “riformisti” e “massimalisti” si fronteggiarono violentemente. Oggi i rapporti di forza in città sono più articolati. Sulla vicenda degli ospedali della provincia di Terni, la presidente Stefania Proietti non deve fare i conti solo con la Cgil, le anime del Pd, ma anche Stefano Bandecchi, il sindaco di una città che la sinistra maestrina e frammentata ha perso da 8 anni.

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