PERUGIA – Il Consiglio comunale, con 19 voti a favore e 8 astenuti, ha approvato le tariffe della tassa sui rifiuti per il 2026, con contestuale presa d’atto del piano economico finanziario del servizio integrato di gestione dei rifiuti 2026-2029.
Il piano individua il fabbisogno economico necessario alla copertura integrale dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, quantificando per il 2026 entrate tariffarie complessive per il servizio integrato di gestione dei rifiuti pari a 54.156.405 euro (di cui 25,3 milioni di costo fisso e 28,8 milioni di costo variabile), in diminuzione rispetto al medesimo dato 2025 ammontante a 56.693.181 euro, per una percentuale pari a -4,47%. La diminuzione del totale dei costi del Pef tra il 2026 e il 2025 è di circa 2,5 milioni, dovuta all’effetto combinato di un aumento di costi variabili, per circa 2,3 milioni e ad una riduzione dei costi fissi di circa 4,8 milioni.
Sulla base di tale piano, come prevede la normativa di riferimento, l’Amministrazione ha definito ed individuato le tariffe Tari per l’anno 2026 in conformità al nuovo metodo tariffario Arera.
Per ciò che concerne le tariffe, la ripartizione dei costi tra le utenze domestiche e quelle non domestiche è stata determinata utilizzando il criterio dell’incidenza del gettito di ciascuna categoria sul totale, come già negli anni precedenti; in particolare: utenze domestiche: 57,50% (costi variabili) 57,64% (costi fissi); utenze non domestiche: 42,50% (costi variabili) 42,36% (costi fissi).
Confermate le scadenze per il pagamento del tributo 2026, con il primo avviso contenente le tre rate relative al 75% del tributo calcolato con le tariffe 2025 (prima rata maggio 2026 differita al 30 giugno, seconda rata 31 luglio, terza rata 30 settembre) e il secondo avviso, con scadenza unica rata il 2 dicembre 2026, contenente il conguaglio della tassa annuale calcolata con le nuove tariffe 2026.
Nel dibattito, il capogruppo di Forza Italia, Augusto Peltristo ha accolto con favore la riduzione della tari; tuttavia ha spiegato “che occorre riferire ai cittadini come stiano realmente le cose, non facendo passare la diminuzione come il rispetto di una promessa politica dell’attuale amministrazione. Le tariffe, ha detto, non sono determinate direttamente dall’Amministrazione ma derivano dal piano economico e finanziario elaborato secondo il metodo tariffario di Arera e validato dagli organismi competenti”.
Sempre dagli azzurri, Edoardo Gentili ha criticato due aspetti in questa vicenda: “Tempi e modi di comunicazione di questa pratica, tramite social, ben prima che gli atti approdassero in commissione. Seconda critica riguarda il risultato finale, la riduzione tariffe Tari, ottenuto a seguito di un procedimento complesso in cui il Comune ha competenze limitate e frutto, in particolare, della riduzione del costo del Pef”.
Dal Movimento 5 Stelle, Antonio Donato ha espresso “perplessità per le argomentazioni formulate dall’opposizione”, sostenendo invece che la riduzione delle tariffe Tari è frutto di un lavoro incessante fatto dall’Amministrazione per la riduzione del Pef nell’ambito di una società gestrice partecipata dal Comune. Per Donato è giusto, pertanto, comunicare ai cittadini il raggiungimento di un risultato ottenuto dall’amministrazione insieme alla governance di Gesenu.
Il consigliere del Pd, Nicola Paciotti, ha spiegato che “gli aumenti del 2024 e del 2025 del Pef e quindi della Tari sono stati frutto delle scelte dell’amministrazione Romizi e che le uniche diminuzioni avvenute durante la passata governance della città sono state dovute ad una contemporanea riduzione dei servizi”. Ciò, ha aggiunto, “non avviene ora, visto che alla riduzione della Tari del 4,7% nel 2026 corrisponde un ampliamento dei servizi all’utenza (San Sisto e Castel del Piano), con attenzione particolare per chi si trova in una situazione di maggiore difficoltà”. Leonardo Varasano di Progetto Perugia ha detto che una diminuzione della tariffa “va sempre accolta con favore, a maggior ragione in una materia tanto complessa come quella in oggetto. Altro aspetto essenziale della partita è sottolineare che la situazione attuale non sarebbe stata possibile senza il proficuo lavoro svolto in 10 anni dall’Amministrazione Romizi, che aveva ereditato una situazione di grande complessità anche all’interno di Gesenu. Una situazione progressivamente risolta grazie al lavoro del Comune, della parte privata e dei vari professionisti che si sono succediti alla presidenza di Gesenu”.
Nella replica, l’assessora al bilancio Alessandra Sartore ha ribadito che “la diminuzione della Tari rappresenta un dato di fatto ed è frutto di un grande lavoro fatto insieme a Gesenu e delle allocazioni di risorse volute dall’Amministrazione. Ciò senza alcun taglio di servizi, ma grazie ad una complessiva opera di razionalizzazione e riduzione di costi determinata anche dall’aumento della percentuale di raccolta differenziata e da altre azioni virtuose”.


