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Il centrosinistra difende la sua roccaforte: Lucarelli sindaco di Narni al primo turno

L’analisi del voto di Giulio Cesare Proietti, politico, scrittore e ex primo cittadino: «Non era così scontato»

di AURORA PROVANTINI

NARNI (Terni) – Narni ha difeso la sua roccaforte. Lorenzo Lucarelli è stato eletto sindaco di Narni al primo turno con 5.409 voti (64,79%), tenendo testa alla candidata del centrodestra unito, dal primo all’ultimo spoglio. Il risultato elettorale, però, deve tener conto del dato relativo all’affluenza alle urne: il dieci per cento in meno rispetto al 2017. E questo non può essere interpretato semplicemente come sfiducia nella politica da parte dei cittadini.

«È vero che in tutta Europa il numero dei cittadini che si astiene cresce ad ogni tornata elettorale, ma il dato territoriale va analizzato, tenendo conto che a Narni si registra la percentuale più alta. Per capire se è stato più forte a Sinistra o a Destra, ci vuole un’analisi approfondita dei flussi elettorali. Sul buon risultato di Lucarelli ha di sicuro influito un giudizio positivo sulla precedente amministrazione della quale faceva parte». Il commento è di Giulio Cesare Proietti, politico, scrittore, giornalista e soprattutto ex sindaco di Narni (dal 1985 al 1991). «Sicuramente questo delle comunali del 2022 è un voto di continuità e non di rottura, come chiedevano i tre sfidanti».
E comunque, per le dinamiche della città «Lucarelli deve avere piena consapevolezza che il 60 per cento di consensi in realtà rappresenta il 30 per cento degli elettori, calcolo che viene dall’astensione». «Questo significa – per Proietti – che c’è un rapporto di fiducia da costruire con una parte importante di cittadinanza e che quindi occorre lavorare molto sulla partecipazione, individuare nuovi strumenti per coinvolgere la popolazione nelle scelte politiche, rilanciare il volontariato. Narni ha, da questo punto di vista, una lunga tradizione, testimoniata dalla ricca rete di centri civici. Le altre forze politiche dovranno ripensare le proprie strategie. Evidentemente agitare solo la bandiera del cambiamento, come si fa da qualche decennio a questa parte, non è stato producente». Il confronto politico va spostato sui temi concreti, sulle questioni dell’ambiente, dello sviluppo, della qualità dei servizi. «Alla fine i risultati non sono disastrosi per nessuno – argomenta Giulio cesare Proietti – perché il centro destra conferma le percentuali del 2017 e il Movimento 5 stelle perde qualche punto, ma era dato per scontato. Siamo, come direbbe Gramsci, in una fase di guerra di movimento. Il Pd difende la sua casamatta e la destra non ce la fa a conquistarla. C’è comunque una frenata del centro destra, che nelle ultime tornate elettorali ha conquistato tutte le maggiori città umbre. La valanga si è infranta contro la Rocca di Narni. È un risultato politico che non era affatto scontato».

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