di Marco Brunacci
PERUGIA – Direttori generali, la rivoluzione della sanità di giugno, annunciata da Umbria7, è partita davvero: è di questi ultimi minuti la nomina di Massimo D’Angelo alla direzione regionale della sanità.
Da lui non si attende che cammini sulle acque e moltiplichi i pani e i pesci ma poco ci manca. Di sicuro deve tagliare drasticamente le liste d’attesa. Le quali sono un problema nazionale, diventato tremendo dopo il Covid, che pero’ in Umbria non hanno ancora una via d’uscita indicata (molto fragile il piano vigente).
D’Angelo garantisce approccio con metodo scientifico e numeri sotto controllo. Aggiunge una umana empatia che e’ merce rara tra i direttori della sanità dell’Umbria.
D’Angelo ha esperienze importanti nell’organizzazione, è considerato un esperto assoluto nel settore dell’amianto, ha fatto cose importante nella vicenda del Ponte Morandi.
Se qualcuno resta scettico, se ne faccia una ragione: se fallisce i volteggi al trapezio, D’Angelo è senza rete. Perde l’Umbria. Perde la sanità.
Quindi tutti obbligati a fare il tifo per questo atipico commissario tecnico che però merita fiducia. In attesa che seguano fatti.
In attesa della nomina all’ospedale di Terni, ecco che arriva l’evergreen di talento, Rossetti, alla programmazione e alle risorse interne. Sarà l’usato sicuro, ma è una garanzia. Evviva, la macchina si muove.


