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Il Pd a Terni inizia la partita per riprendersi palazzo Spada

Il campo di gioco è disegnato. Dentro le linee il tema centrale della sanità. L’assemblea di via Mazzini

DI AURORA PROVANTINI

TERNI – Il Pd si prepara alla grande sfida del 2023: a riprendersi Palazzo Spada. Il campo di gioco è tracciato e dentro le linee c’è il tema centrale della sanità. Che riguarda tutti. Infatti, all’assemblea comunale del Pd che si è svolta in via Mazzini poco dopo la proclamazione a sindaco di Narni del candidato del Pd, Lucarelli, ha assorbito un tempo lungo. Ci sono stati ritardatari: molti venivano da Narni «sfiniti ed euforici».

Francesco Filipponi, capogruppo in consiglio comunale era tra questi ed è dovuto restare in piedi tutto il tempo, tanta era la partecipazione. Quell’invito a ragionare insieme sul piano d’azione per la riconquista del governo cittadino ha radunato tante anime del Pd, protagoniste del passato e del presente: da Giovannini a Di Girolamo, da Feliciano Polli a Luca Serantoni, da Di Bartolo a Corradi, da Raffaelli a Patalocco, da Elisabetta Mascio a Francesca Olivieri a Tiziana De Angelis, fino a Padiglioni, Di Micco, Piccinini. Spinelli a fare gli onori di casa, Fabio Paparelli ad introdurre i punti da sviluppare per il prossimo programma elettorale. Il portavoce delle minoranze in consiglio regionale è partito dai dati dal libro bianco e poi dalla bozza di piano sanitario «accantonato per le critiche piovute dalle parti più svariate e tornato alla cronaca nei giorni scorsi per il becero tentativo di far passare il visto tecnico del Ministero della Salute come una approvazione meritoria». S’è soffermato sulla firma della convenzione con l’Università, Paparelli: «Su cui ritengo doveroso che gli organismi dirigenti si esprimano a tutti i livelli». E sulla cattiva gestione della pandemia «che ha depauperato la sanità pubblica, allungato le liste di attesa, portato zero assunzioni e perdite di professionalità, procurato gravi disagi ai pazienti».

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«Da marzo 2020, a Terni come altrove – alza la voce Paparelli – non è più possibile prenotare un esame diagnostico o una visita specialistica in tempi adeguati. In molti casi non è possibile farlo perché le agende sono chiuse e così resteranno, ma la cosa più grave è che in Umbria sono drasticamente diminuiti gli interventi chirurgici perché gli ospedali di alta specialità sono stati totalmente relegati ad ospedali Covid a causa di scelte sbagliate sin dall’inizio, che si perpetuano nel tempo, a partire dallo spreco di danaro pubblico, su cui deve essere fatta luce, relativo agli inutilizzati ed inutilizzabili ospedali da campo, o come ancora nel caso di Terni per non aver voluto usufruire di strutture come l’ex milizia che ora si vuole dedicare ad un turismo sanitario peraltro inesistente a causa della perdita di competitività della nostra azienda ospedaliera».
Si anima la sala. Elisabetta Mascio sussurra a Sandro Corradi: «E per premio a D’Angelo è andata la poltrona più comoda». Si riferisce al commissario per l’emergenza Covid Massimo d’Angelo, promosso direttore regionale della sanità.

Nel corso dell’assemblea, i consiglieri comunali Filipponi e De Angelis hanno sottolineato l’urgenza di un cambiamento nella gestione sanitaria: «Ci pare che, in barba ai bisogni dei cittadini, il centrodestra si sia impantanato, nonostante i proclami e le verifiche negative ad una direzione ormai delegittimata e incapace di rilanciare un ospedale dopo averlo ridotto ai minimi termini».
La sanità è quella che, forse, ha risentito di più della gestione di centro destra, per Pierluigi Spinelli. «C’è assoluta necessità di cambiamento – conferma – di mandare a casa chi ha amministrato in modo pessimo e discontinuo. E di confortare chi ne ha subito i danni. Il fatto che all’assemblea hanno partecipato anche i non tesserati, è indubbiamente un segnale dell’umore dei nostri concittadini». Torna su Narni. Sulla difesa di quella roccaforte: «Narni e Terni sono due territori e due comunità che si intersecano sotto molti aspetti, per questo l’elezione a sindaco di Lorenzo Lucarelli non solo è una buona notizia, ma è segnale di vivacità della sinistra». Parte da qui, Spinelli, da Narni: «E Terni insieme».
«Palazzo Spada è troppo concentrato a risolvere, senza riuscirci – attacca Spinelli – gli scontri tra le varie correnti di destra. E’ difficile tenere il conto dei rimpasti e dei cambi di casacca che ci sono stati. Troppi. E che non hanno lontanamente contribuito a sciogliere il nodo sanità».
Per questo il Pd parte da qui. Dalla sanità.

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